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Pistoia

Pistoia ha subìto 5 bombardamenti

Pistoia ha subìto 5 bombardamenti

Nel primo raid morirono 157 persone e fra le vittime ci furono anche 20 bambini

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PISTOIA. I 5 bombardamenti su Pistoia furono eseguiti dagli Alleati inglesi e americani in particolare per colpire tre obiettivi: le linee di comunicazione (ferrovia e ponti), l'ex campo di volo (allora c'era un aeroporto militare) e il sito industriale della San Giorgio (poi AnsaldoBreda, oggi Hitachi) la cui produzione, in quegli anni, era stata convertita a produzione bellica, come accadeva per tutte le fabbriche durante il periodo della guerra. A Pistoia il bombardamento più massiccio, che causò numerosi morti, fu il primo, quello del 24 ottobre 1943 dove morirono 157 persone. In quel tragico avvenimento fu colpito il centro cittadino. I successivi bombardamenti si concentrarono invece sulla collina, la zona della Vergine e le aree limitrofe (fino a comprendere anche una parte di via Vecchia Pratese e la zona di Sant'Agostino). Una lapide apposta nella piazzetta degli Umiliati, posta di lato al corso Gramsci, il 24 ottobre 2003 dal comune di Pistoia e dall'Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, ci ricorda che: «La città di Pistoia nel sessantesimo anniversario ricorda e onora le vittime civili del bombardamento aereo del 24 ottobre 1943 nella speranza di un futuro di pace senza guerre nè conflitti». Il 24 ottobre 1943 fu uno dei giorni più drammatici. Le speranze di pace suscitate dall'armistizio dell'8 settembre erano state ben presto vanificate dall'occupazione tedesca e dal perdurare delle incursioni aeree degli Alleati che con le loro truppe lentamente risalivano la penisola. Ben centoquaranta vittime e duecento sessanta feriti, e tra le vittime molti bambini, venti con meno di quindici anni. Numerosi casi strazianti di famiglie completamente annientate. I fabbricati distrutti furono ben 200, quelli inabitabili 800. Particolarmente colpita la zona centrale e sudorientale della città, l'attuale corso Gramsci, allora corso Vittorio Emanuele; la Sala, porta Carratica, il Canto del Balì, via XX Settembre, via Attilio Frosini, le zone della Vergine e della Brana. Per conoscere meglio cosa accadde in quel periodo, la mostra "Cupe Vampe" nei locali della biblioteca San Giorgio. ne dà uno scorcio. (a.t.)

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