La protesta
Maltrattamenti ad anziano, liberato operatore sanitario
PISTOIA. Il tribunale del riesame di Firenze, presidente Livio Genovese, ha liberato dagli arresti domiciliari alcuni operatori sanitari accusati in un'inchiesta della procura di aver vessato,...
PISTOIA. Il tribunale del riesame di Firenze, presidente Livio Genovese, ha liberato dagli arresti domiciliari alcuni operatori sanitari accusati in un'inchiesta della procura di aver vessato, umiliato, deriso e maltrattato, anche "con crudeltà", un anziano sacerdote mentre era degente in un convitto ecclesiastico a Firenze, e che loro avrebbero dovuto invece curare con umanità.
In base a vari ricorsi presentati dai legali degli accusati, il tribunale del riesame ha annullato un'ordinanza del gip di Firenze per Luca Conte, 34 anni, abitante a Ramini di Pistoia, che quindi torna libero, e riformato la stessa ordinanza rispetto agli indagati Giuseppe Floridia, 31 anni, infermiere di Ragusa, e Christian Edward Vasquez Sotomayor, 34, peruviano di Lima residente a Firenze: entrambi dovranno adesso osservare l'obbligo di firma ma non devono più sottostare al regime degli arresti domiciliari.
Confermati invece i domiciliari, con alcune ore di permesso per aiutare la moglie incinta, per l'albanese Klaudjan Bajrami, 45 anni, e per il fiorentino Claudio Bonfanti, 54, residente nel Pratese.
Venerdì mattina, 29 luglio, sono state discusse in un'altra udienza le posizioni degli altri ai domiciliari, Massimiliano Malavolta, 50 di Scandicci (Firenze), e Alberto Catarzi, 32 di Firenze.
L'accusa, sostenuta dal pm Sandro Cutrignelli, in base a indagini del Nas dei carabinieri ha ricostruito vari episodi in cui i sette indagati in coppia tra loro, singolarmente e a turno, avrebbero provocato l'anziano sacerdote, cercando di farlo bestemmiare, incitandolo ad atteggiamenti sessuali, offendendolo con linguaggio scurrile e improprio e umiliandolo durante l'igiene personale, minacciando di soffocarlo e colpendolo con schiaffi al volto.
Quando il sacerdote reagiva alle vessazioni, ha sostenuto il pm, gli operatori sanitari lo deridevano.
Per il riesame, però, non tutte le posizioni degli indagati sono meritevoli degli arresti e pertanto in alcuni casi stato deciso di modificare la misura stabilita dal giudice per le indagini preliminari.
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