Sicurezza
Risarcimenti più alti dei danni subiti
Dopo gli allagamenti del 2013, ben 120 famiglie si sono divise 452.000 euro. E c’è chi ha avuto molto di più di quanto speso
PISTOIA. Ricevere dei contributi per i danni degli allagamenti del 2013 superiori ai danni ricevuti. È quello che è successo a Pistoia, con i soldi erogati dalla Regione e distribuiti dal Comune, secondo l'interpellanza del consigliere comunale Alessandro Tomasi (Pistoia Domani) discussa durante l'ultimo consiglio comunale.
«È allucinante – esclama Tomasi – il Comune non ha emesso dei criteri che legassero la quantità del contributo erogato al danno subito ma si è limitato a graduare le richieste sulla base del livello Isee (che tiene conto del reddito e del patrimonio personali, ndr). E così nell'elenco delle persone risarcite c'è il caso di una signora che ha portato la fattura dei danni per la sua auto per 2.300 euro, ma ha ricevuto ben 4.000 euro. In un altro caso invece un cittadino, avendo presentato una fattura di oltre 3.000 euro, si è visto assegnare un contributo di 5.000». Ammonta a 452.250 euro la somma stanziata e distribuita nel 2014 a 120 nuclei familiari per i danni subiti alle proprie abitazioni e veicoli durante le forti precipitazioni del 20 e 21 ottobre 2013, che colpirono varie zone di Pistoia.
La Regione approvò una legge in base alla quale potevano richiedere contributi i nuclei familiari danneggiati dall'evento con un Isee non superiore a 36.000 euro. Il limite massimo del contributo era di 5.000 euro a famiglia. Furono 98 le richieste ammesse, e fra queste vennero ripartiti inizialmente oltre 331.000 euro di contributi. Per ricevere il risarcimento bastava certificare di aver subito un danno e, in base al proprio Isee, veniva erogato il contributo. Era questa l’indicazione generale della legge regionale, che il Comune ha seguito in modo stretto. «Il modo in cui ha proceduto il Comune è legittimo e regolare – ha infatti replicato in consiglio l’assessore Mario Tuci – perché la legge regionale non parlava di risarcimento, che sarebbe stato quindi legato alla quantità del danno subito, ma di contributo di solidarietà per il reintegro dei beni andati perduti».
«Ho preso solo un campione di tre casi in elenco che hanno ricevuto un contributo superiore al danno subito - ribatte Tomasi - ma andrebbero analizzate tutte le 120 domande, potrebbero essercene altri. Chiunque non può prendere più soldi rispetto al danno. Dovevano essere inseriti anche dei criteri tecnici per quantificare i danni subiti da ciascuno, e in base a quelli erogare il contributo».
In effetti, quando la Regione ha stanziato ulteriori 121.110 euro, per un totale di circa 130.000, furono accolte altre 22 domande di risarcimento danni ma il Comune emise una seconda delibera, dove si fissavano criteri tecnici "in rapporto all'altezza dell'acqua raggiunta in ogni vano". «Se nella seconda delibera sono stati fissati parametri tecnici per quantificare i danni, perché non è stato fatto dall'inizio? Ho chiesto il parere del segretario generale e se questa teoria torna la questione potrebbe arrivare alla Corte dei conti».
Eleonora Ferri
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