Il Tirreno

Pistoia

La visita oculistica? È semestrale, ma si aspetta un anno

di Valentina Vettori
La visita oculistica in un'immagine d'archivio
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La visita oculistica in un'immagine d'archivio

Donna in attesa da gennaio 2016, c’è posto solo a inizio 2017. L’Asl: in questi casi meglio chiedere una visita “prioritaria”

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PISTOIA. Un anno di attesa per poter usufruire di una visita oculistica all’ospedale San Jacopo, con la prenotazione tramite Cup. Nonostante che la paziente in questione sia affetta da glaucoma oculare e necessiti di visite specialistiche con cadenza semestrale.

La segnalazione arriva da una lettrice del “Tirreno”, Aurora Nesi di 60 anni, che denuncia il disservizio in cui è ripetutamente incappata, riuscendo a ottenere una visita solo per il gennaio 2017.

L’odissea della prenotazione è cominciata nel dicembre 2015, quando Aurora Nesi si sottopone ad una visita oculistica. Il suo medico le firma una prescrizione per una nuova visita da richiedere tramite Cup (il Centro unico di prenotazione, ndr) per giugno 2016. «Ma quella prenotazione è risultata impossibile da effettuare – racconta Nesi - perché a gennaio l'operatore Cup mi disse che le liste erano già piene e bloccate. Mi è stato poi consigliato di richiamare a marzo, e così ho fatto. Ma al momento della nuova chiamata per prenotare la visita entro giugno, i tempi di attesa erano già lunghissimi. Dallo sportello Cup sono stata nuovamente invitata a richiamare a luglio. Cosa che ho fatto. Il problema è che il primo appuntamento disponibile per la visita oculistica era gennaio 2017. Io, invece, ho necessità di controlli continuativi ogni sei mesi».

Al disservizio replica però l’Asl Toscana Centro, che ricorda come «nelle prenotazioni per le visite oculistiche, come per tutte le altre prestazioni sanitarie, esiste una classificazione in relazione alla definizione delle classi di priorità di accesso». Classificazione che va dalle visite urgenti “U”, erogate attraverso il pronto soccorso o attraverso i poliambulatori ospedalieri, a quelle di priorità breve “B”, le cui richieste di prestazioni diagnostico strumentali hanno invece tempi stabiliti. Fino alle visite di controllo “C”, quando il paziente è preso in carico dal medico, come nel caso dei cosiddetti “follow-up”.

Nel caso specifico del glaucoma – spiega ancora la Asl – «se il paziente ritiene che l’appuntamento proposto non corrisponda alle sue necessità cliniche deve ritornare dal medico proscrittore, il quale deciderà se il paziente può attendere il tempo indicato dal Cup o accedere alla modalità “prioritara”». Ovvero le visite garantite anche ai pazienti affetti da diabete e maculopatia, per i quali esistono “canali preferenziali” di prenotazione. Insomma, è il paziente a dover valutare se la risposta del servizio sanitario, in questo caso, è adeguata o meno.

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