Il Tirreno

Pistoia

«Tanti gli spettatori da fuori Toscana Il Blues tira ancora»

I primi bilanci (positivi) dell’organizzatore Giovanni Tafuro «Qui per gli Skunk Anansie un pubblico doppio che a Roma»

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PISTOIA. Bando alle polemiche, il Festival Blues 2016 è andato bene e ha portato in città migliaia di turisti non solo dalle altre città della Toscana, ma dal resto d’Italia e anche dall’estero.

Di fronte ai membri della commissione cultura del consiglio comunale, il patron del Festival, Giovanni Tafuro, ha squadernato i dati (ancora provvisori) dell’edizione 2016, nell’intento di replicare con le cifre a chi ha storto il naso su quest’ultima edizione della tradizionale kermesse musicale, in particolare per la mancanza totale del pittoresco “contorno” rappresentato dal tradizionale mercatino (in realtà assente da ormai due anni).

Ecco allora qualche cifra. 28.260 è il numero totale di spettatori, con una media a serata di 3.583. Nel 2015 si toccarono i 3.980, è vero, ma il programma vantava delle stelle come Sting, Santana o i Mumford & Sons. Il concerto di Damien Rice ha visto la partecipazione di 31,5 spettatori su 100 provenienti dalla Toscana, 59,5 dalle altre regioni d’Italia e 9 dall’estero. Numeri simili per il gruppo “The National”: 31 dalla Toscana, 56 dal resto d’Italia, 12,5 dall’estero. «Il Blues – ha sottolineato Tafuro – porta a Pistoia un turismo interessante e questo è un dato positivo, anche in prospettiva di Pistoia capitale della cultura nel 2017. Numeri da non disprezzare, visto anche che questo è un anno difficile, con gli eventi tragici come Nizza a scoraggiare gli spostamenti degli appassionati. Da questo punto di vista, secondo quanto mi dicono gli operatori del settore, i risultati di Pistoia sono stati anzi una eccezione. Pensate che gli Skunk Anansie, il giorno dopo aver suonato a Pistoia davanti a seimila spettatori, ne hanno raccolti a Roma soltanto tremila. Dico a Roma...».

Insomma, anche nel 2016 il Blues è stato tutt’altro che da buttar via. Tafuro ricorda anche il buon successo degli eventi collaterali, in particolare dei seminari musicali, e auspica per i prossimi anni l’avvio di una collaborazione stabile con la scuola di musica Mabellini.

Nella breve discussione in commissione, sono tornate le polemiche non tanto sulla musica quanto sulla mancanza del contorno commerciale alla piazza, che (Sabella, Forza Italia) costituiva uno spettacolo nello spettacolo, aperto e gratuito per tutti coloro che vi volessero prendere parte. Tafuro sulla questione ha ricordato che negli anni scorsi la presenza del mercatino veniva sempre accompagnata da polemiche feroci. E la presidente Rosalia Billero (FdS) ha aggiunto che i commercianti che oggi si lamentano per l’assenza del mercatino sono i primi a non fare proposte concrete per creare movimento attorno alle piazze del Blues.

Fabio Calamati

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di Redazione web