Toscana
Maxi-evacuazione: domenica prossima niente pranzo
Ristoranti chiusi in centro a Pistoia per la rimozione della bomba, la riapertura solo nel tardo pomeriggio
PISTOIA. A una settimana dalla maxi evacuazione di una buona fetta della città per permettere la rimozione dell'ordigno bellico rinvenuto il 14 luglio scorso in via Provinciale Pratese, fra i ristoratori del centro c'è chi non è ancora perfettamente informato, chi spera in ripensamenti e chi invece ha già metabolizzato la decisione letta sui giornali e deciso di non aprire a pranzo domenica prossima, 31 luglio. Tutti coloro che vivono in un raggio di 1,6 chilometri dal luogo del ritrovamento della bomba inglese da 250 libbre, dovranno lasciare le loro abitazioni o i loro luoghi di lavoro fra le 7 e le 13. Per i ristoratori del centro significa dover rinunciare al pranzo ma, salvo qualche distinguo, nessuno ne sta facendo un dramma. Anche se non mancano i motivi di polemica sia sul fatto che l'Amministrazione non abbia ancora comunicato nulla, sia per le misure di sicurezza che a molti sono sembrate esagerate. «Mi sembra una esagerazione quella di far evacuare tutti coloro che si trovano in un raggio di oltre un chilometro e mezzo dalla bomba - dice Carlo Malentacchi di Bottegaia - A ora nessuno ci ha ufficialmente informati. Decideremo in settimana cosa fare, non ci farà piacere rinunciare al lavoro dell'ora di pranzo».
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«Questa decisione abnorme credo che nasca solo dal fatto che nessuno vuole assumersi delle responsabilità - dice Stefano Olmi della Vineria Toscana - Per quanto ci riguarda comunque abbiamo deciso di aprire un po' prima la sera e di saltare l'ora del pranzo».
«Noi di solito apriamo a mezzogiorno e quindi non sarà assolutamente un problema rimandare l'apertura di un'oretta - dice Gabriele dello Scacciapensieri - Qualcosina perdiamo, è vero, ma non più di tanto e quindi non sarà un sacrificio».
Già tutto programmato al Bono di Nulla, «Saltiamo il pranzo e apriremo alle 18 - dice Francesco - D'altronde sarebbe impensabile poter riaprire dopo le 13 per recuperare per il pranzo». Rachele della Vecchia Praga rinvia al titolare ma una sua idea ce l'ha già: «Credo che andremo direttamente all'aperitivo delle 17 ma per ora il titolare non ci ha ancora dato indicazioni».
Chi non ne fa assolutamente un dramma è Francesco Becagli della Degna Tana, «Di solito a pranzo le domeniche d'estate ci sono poche persone - dice - Rimanere chiusi non sarà un grosso sacrificio, molti lo fanno già ora a prescindere da quello che succederà domenica 31 luglio. Arrivare dopo le 13 non ha senso e comunque non ti permetterebbe di recuperare il tempo perso. Noi apriremo intorno alle 17». Anche I Salaioli sembrano ormai già decisi nel saltare l'attività di mezzogiorno. «Non è stata ancora presa una decisione definitiva - dice Lisa - Ma credo che domenica prossima apriremo direttamente per la cena».
«Noi lavoriamo soprattutto la sera e quindi andremo diritti all'apertura delle 18», dice Alessandro del Voronoi. Chi sembra non sapere ancora nulla è Francesco, uno dei due titolari del Gargantuà, «Davvero ci tocca tenere chiuso fino alle 13? Non ne so ancora nulla ma se c'è da togliere questo ordigno vorrà dire che apriremo la sera. Non è un problema».
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