Il Tirreno

Pistoia

la polemica

“Commercio Pistoia” spara a zero

«Il sindaco non ci ascolta, Blues deludente, imprese lasciate sole»

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PISTOIA. Tutto sbagliato, tutto da rifare. Nel suo ultimo intervento sulla situazione del commercio in città Paolo Guercini, presidente dell’associazine dei commercianti del centro “Commercio Pistoia” non salva nulla. Guercini comincia dal sindaco Bertinelli, accusato con la sua amministrazione di non tener conto delle richieste “di chi in città lavora per l’occupazione”.

“Infatti – si legge in un comunicato diffuso ieri – la nostra associazione che rappresenta 200 commercianti del centro storico non ha mai avuto il piacere di incontrare il sindaco il quale sembra preferire incontrare chi è d'accordo con lui... Avevamo chiesto, con una petizione sostenuta da circa un migliaio di firme, al sindaco, di valutare le nostre ragioni riguardo la sperimentazioni di una parziale riapertura in determinate fasce orarie dei "varchi" ed in particolare di S.Vitale, indicando anche città importanti come la stessa Firenze che aveva sperimentato questa soluzione. Ma la risposta (data per strada) fu negativa e senza appello”.

E il Blues? “La netta impressione – dice Guercini – è che il Comune abbia preso al balzo le proteste per le degenerazioni del primo modello di festival blues, per fare una manifestazione di cui non si è accorto nessuno. La gente, tanti ma non tantissimi, hanno partecipato ai concerti arrivando appena in tempo e poi se ne sono andati; un po' come a teatro. In mancanza di adeguate attività collaterali non vi è stata partecipazione alla manifestazione della gente che negli anni precedenti frequentava le vie del centro e che quest'anno ha "saltato"”. Presenze evidentemente apprezzate da Guercini, che sfida a chiamare per nome le associazioni che si sarebbero opposte al vecchio “mercatino”.

“Non va bene – conclude Guercini – nessuno e forse nemmeno il Comune ha gli strumenti per cambiare la congiuntura economica, ma così come si impegnano le imprese per resistere ed inventarsi qualcosa di nuovo, questo le deve fare anche il Comune. Siccome al fondo non c'è mai fine, nessuno ci ha chiamati per sapere che cosa propongono i commercianti del centro storico per l'incombente anno 2017 che vede Pistoia Capitale della Cultura, un riconoscimento inatteso quanto importante che temiamo si stia organizzando inseguendo gli stessi modelli filosofici. Per quanto ci riguarda esprimiamo la più completa insoddisfazione”.

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