Italia
Provincia sull’orlo del default i dipendenti fischiano Fanucci
Assemblea infuocata a palazzo Balì, i lavoratori della Provincia faccia a faccia con gli esponenti Pd sulla situazione dell’ente di piazza San Leone
PISTOIA. Assemblea infuocata quella di venerdì 22 luglio a palazzo Balì, i lavoratori della Provincia faccia a faccia con gli esponenti Pd sulla situazione dell’ente di piazza San Leone, a rischio dissesto dopo la riforma Delrio. C’erano il presidente dell’ente Rinaldo Vanni, gli onorevoli Caterina Bini ed Edoardo Fanucci e il consigliere regionale Massimo Baldi.
Toni accesi negli interventi, fino ai fischi rivolti al deputato Fanucci. L’assemblea, indetta da Cgil, Cisl e Uil a livello regionale, ha rilanciato lo stato di agitazione dei dipendenti della Provincia di Pistoia, pronti anche a tornare a occupare la sede, come nel luglio 2015. Al centro della discussione gli 8 milioni di buco nelle casse della Provincia. «Un dissesto indotto dallo Stato – gridano dalla platea i dipendenti dell’ente – frutto di una riforma scellerata, per cui nessuno si assume la responsabilità politica». A meno di 10 giorni dalla data di scadenza per l’approvazione del bilancio, prevista per il 31 luglio, sull’ente torna, quindi, a stagliarsi l’ombra nera del dissesto, con conseguente commissariamento. E poi ancora la questione dei servizi come il taglio dell’erba lungo le vie provinciali, la manutenzione del manto stradale e gli interventi sugli edifici delle scuole superiori, per cui non ci sono più risorse da spendere.
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Sono 170 gli attuali dipendenti dell'ente, di cui una novantina con contratti a termine in scadenza il 31 dicembre 2016. Tra loro anche le addette dei centri per l’impiego, precarie da 15 anni.
«L'impegno per garantire un supporto alle Province - ribatte Caterina Bini - arriverà con un emendamento all'ultimo decreto enti locali che prevede, a livello nazionale, lo stanziamento di 100 milioni per interventi di somma urgenza sulle strade provinciali e 48 milioni da ripartire tra le Province in maggiore difficoltà, tra cui Pistoia». I tempi però sono stretti. O l'emendamento passa prima del 31 luglio, o si renderà necessario far slittare la chiusura del bilancio al 30 settembre, e nel frattempo cercare soluzioni alternative. «Gli stipendi, comunque - dice Vanni - sono garantiti fino a fine anno».
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