Il Tirreno

Pistoia

«Mi ha insegnato a essere umile»

Carlo Bardini
La salma di Ilario Ceccarelli nella chiesa di San Michele per la cerimonia funebre (Foto Gori)
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La salma di Ilario Ceccarelli nella chiesa di San Michele per la cerimonia funebre (Foto Gori)

Il ricordo del figlio di Ilario Ceccarelli, l’uomo morto nello scontro al Signorino. Commozione a Treppio

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TREPPIO. «Mio padre mi ha insegnato ad essere sempre onesto, orgoglioso e umile in tutte le cose che faccio. Solo ora capisco bene la sua sensibilità». Sono le parole pronunciate dal figlio Massimiliano, immerse nelle lacrime, durante il suo ricordo del padre, Ilario Ceccarelli, sabato 23 luglio, durante il funerale dell'uomo di 71 anni che abitava a Sesto Fiorentino ma era originario di Treppio, nel Comune di Sambuca. E proprio in questo piccolo borgo dell’Appennino pistoiese  alle 10,30 gli amici e i parenti si sono ritrovati per dargli l'ultimo saluto.

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La chiesa di San Michele Arcangelo era gremita di gente sia del comune di Sambuca ma anche arrivata da Sesto Fiorentino. Una commozione e un dolore che quasi si respiravano tra i familiari, la moglie Lietta e il figlio Massimiliano, e gli altri parenti. Ma anche fra tutti gli amici che lo hanno conosciuto, perché la sensibilità e l'umanità di Ilario erano appprezzate da tutti. E poi, forse, anche l'incredulità per come Ilario se n’è andato in quel fatale incidente stradale di martedì pomeriggio, 19 luglio, all'interno del traforo del Signorino. L'uomo stava scendendo dalla montagna a bordo del suo scooter Mp3 Piaggio quando, all’interno del tunnel, è stato investito in pieno dalla Citroen Xsara. Che proveniva in senso opposto. L'impatto è stato fatale.

La celebrazione religiosa è stata tenuta da don Riccardo il quale nella sua predica ha sottolineato come «il lutto significa anche un certo periodo di aiuto e rispetto. Davanti a ogni morte l'atteggiamento più profondo è il silenzio, che parla di dolore e smarrimento. Nello stesso tempo, però, questo silenzio è carico di parole e ricordi che rimarranno per sempre, non come il nostro corpo».

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Alla fine della Messa, don Riccardo ha chiesto se qualcuno avesse voluto ricordare Ilario Ceccarelli. «Ringrazio tutti - ha detto il figlio Massimiliano - per essere presenti in un momento così difficile. La scomparsa di mio padre mi lascia un grande vuoto e anche quando discutevamo era sempre a fin di bene. Solo ora capisco la sua grande sensibilità. Mio padre mi ha insegnato tre punti fondamentali da rispettare nella mia vita e sono l'essere onesto, umile e orgoglioso di tutte le cose che faccio».

Un amico di Ilario, Filippo Picone, di Sesto Fiorentino, ci racconta: «Conoscevo Ilario da pochi anni, forse tre o quattro, ma ho compreso subito che era una persona di spessore. Ilario era una persona unica, molto umana, che aiutava gli altri e non poteva sopportare che qualcun altro soffrisse, soprattutto i bambini. Adirittura sembrava quasi che soffrisse lui stesso. Io sono di Firenze ma a Sesto ho del terreno ed assieme ad altri amici amiamo coltivare questo appezzamento. Ilario era uno di quelli ma non si permetteva mai di fare da padrone, si presentava sempre in punta di piedi. Una persona molto sensibile. Oggi questa chiesa è piena di gente, ma se fossero stati celebrati a Sesto Fiorentino avrebbe riempito anche quella di chiesa».

Per espressa volontà della famiglia, alla conclusione del rito funebr, non vi è stato il tradizionale trasporto al camposanto ma Ilario Ceccarelli è stato accompagnato solo dai familiari.

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