Sicurezza
Leon d’Oro linea verde vuole tornare a sorridere
I giallorossi non vincono la competizione dal 2004 e dopo ci sono stati tanti problemi interni. Il presidente: «La nuova formula? Giudicheremo alla fine»
PISTOIA. La speranza è sempre quella, la stessa che aveva accompagnato la vecchia Giostra dell'Orso del rione del Leon d'Oro nelle ultime edizioni: tornare a vincere. Una emozione che Porta San Marco non assapora da ben 12 anni, dal lontano 2004 quando furono i giallorossi a sbaragliare il campo e regalarsi una notte magica.
Quasi un’era geologica fa. Era l’anno, tanto per dare un’idea, in cui vennero rapiti i quattro italiani in Iraq; il Portogallo perse a sorpresa in casa i campionati europei di calcio contro la Grecia; Aldo Montano e Valentina Vezzali vinsero la medaglia d’oro di scherma alle Olimpiadi di Atene.
Da quel momento in poi il rione ha vissuto tante problematiche interne, ci sono state scissioni, abbandoni e quant’altro e la voglia di ripartire, in questa nuova Giostra, è dettata dal regolamento applicato alla lettera dai vertici del rione.
Nessuna “vecchia volpe” di Piazza Duomo nello scacchiere del presidente Roberto Frosini, tanti ragazzi giovani pronti ad entrare nell'ovale pistoiese per la prima volta cercando di togliersi di dosso eventuali paure e correndo senza aver niente da perdere.
«L'aspetto positivo è che si torna a fare la Giostra - spiega il presidente del Leon d'Oro, Roberto Frosini - una competizione che in questi due anni di assenza ci è mancata tanto».
E torna, la Giostra, con novità mica da ridere, dopo lo stop e le polemiche seguite.
«Certo, adesso molte cose sono cambiate – riflette il presidente – ma io sono dell'idea che criticare o sparare sentenze prima non serve a niente: non ci sono riscontri su come potrà venire fuori e lo scopriremo soltanto la sera di San Iacopo. Finita la Giostra, poi, sarà il tempo delle valutazioni ed eventualmente anche delle critiche».
Roberto Frosini, insomma, sceglie la strada del pragmatismo. «Per ora ci si basa sulle prove fatte dai singoli rioni e ad inizio mese a Montesecco che, onestamente, non fu troppo entusiasmante. È importante la collaborazione instaurata fra il rione e Mario Menici, però è chiaro che l'aria che si respirava prima, l'adrenalina, l'emozione, adesso non c'è più. L'entusiasmo è molto più basso rispetto a qualche anno fa e vedremo quel che verrà fuori».
La linea verde del Leon d'Oro è messa in atto dai propri cavalieri che avranno il loro bel da fare a tenersi dentro soprattutto l'emozione della prima volta nella magica e sempre elettrizzante Piazza Duomo.
«Sarà una Giostra tutta da scoprire – ammette Luca Menici, uno degli alfieri di Porta San Marco – e soprattutto fra di noi non c'è nessuno che ha un minimo di esperienza della vecchia corsa. Facciamo gare in varie discipline,però siamo l'unico rione che ha davvero dato vita al rinnovamento mettendo dentro tutti giovani».
A cosa bisogna abituarsi, in particolare? «Le traiettorie sono diverse rispetto a quelle di un tempo – spiega Luca Meici – e il bersaglio è diverso, però tutto si annullerà quando si entra in Piazza e di fronte ti trovi il pubblico».
«Abbiamo a disposizione cavalli molto gestibili – gli fa eco Francesco Zanzotto Mirone, un altro alla sua prima assoluta con il Leon d'Oro – e penso che alla fine non ci saranno problemi legati ai tempi. Ci sentiamo pronti per partire e quando fai agonismo, anche se gare del genere non ne ho mai fatte, è evidente che piace provare ogni tipo di esperienza».
Sarà la pista a dire se la linea verde pagherà oppure no. Ma di sicuro i portacolori giallorossi sono intenzionati e mettercela tutta per festeggiare, dodici anni dopo quell’ultimo trionfo. Un ricordo troppo sbiadito per non tentare di fare di tutto per rinverdirlo.
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