Gioco
«Un sistema di monitoraggio degli odori»
La proposta della società che gestisce l’impianto di Tana Termini. Marmo: ok, ma se il sito non è adatto spostiamo l’attività
PITEGLIO. L’impianto di compostaggio di Tana Termini emette cattivi e insopportabili odori? Per eliminarli al momento si è indetto un convegno, a Popiglio, dal titolo che già è un programma con chiare ammissioni: “Sistemi Biologici – Fra problemi da risolvere e visioni di prospettiva”. Non sono in discussione i sistemi biologici, processi necessari, ma i problemi irrisolti da anni, soprattutto il puzzo che l’impianto di compostaggio di Tana Termini emette e rende insopportabile la vita agli abitanti circostanti e danneggia gravemente le attività basate sul turismo.
Da qui le proteste verbali, la raccolta di firme nel territorio lucchese e, per solidarietà, in quello toscano e infine un esposto, firmato da circa 150 persone, presentato oltre che alla Procura di Lucca a molte altre autorità competenti. L’esposto è stato presentato alla Procura di Lucca perché l’impianto di compostaggio si trova nel comune di Piteglio, ma il puzzo che emette se lo prendono soprattutto i residenti nel territorio lucchese.
Il primo intervento al convegno, organizzato dalla Sistemi Biologici srl, è del responsabile dell’impianto, ingegner Daniele Pulcini che sostanzialmente propone un sistema di monitoraggio che consenta di misurare gli odori e che dia indicazioni utili per apportare modifiche in tempi ragionevoli all’impianto tali da risolvere e afferma: «I sistemi informatici oggi disponibili possono correggere errori umani».
Il sindaco di Piteglio, Luca Marmo, ha emesso nel mese di giugno un ordinanza in cui chiede di adottare sistemi capaci di risolvere il problema. Marmo si dice d’accordo sul monitoraggio, ma sostiene: «Spero che si chiuda prima della scadenza a fine anno del mio mandato, ma se la conclusione fosse che l’impianto è nel luogo sbagliato, la Regione Toscana dovrà prendere le sue decisioni. Se invece fosse positiva allora l’impianto potrebbe diventare anche un esempio da esportare». Gli interventi degli esperti hanno tutti la stessa matrice: la tecnologia dispone di sistemi capaci di risolvere i problemi denunciati, basta fare degli investimenti adeguati. Questi impianti rappresentano il futuro. Ascoltati alcuni diretti interessati hanno mostrato una posizione non intransigente. Luciano Marcacci, titolare di un agriturismo a Popiglio dice che il cattivo odore è saltuario e non crede nel monitoraggio anche se spera che alla fine ci sia una soluzione: «Non chiedo la chiusura dell’impianto, chiedo che si utilizzino mezzi idonei per una soluzione. In altre zone, come a Peccioli le cose funzionano bene».
Sulla stessa linea Elisa di Giulio, del ristorante Da Alino di Tana Termini, «non chiediamo la chiusura dell’impianto, ma il suo corretto funzionamento. Ora ci crea molti problemi. Domenica scorsa si sono fermati davanti al ristorante sei motociclisti, sono scesi hanno sentito il cattivo odore e sono rimontati in moto e sono ripartiti. Così non può andare».
Fra i numerosi interventi da segnalare quello del sindaco di Bagni di Lucca, Massimo Betti, che conosce una innovativa sperimentazione che potrebbe essere applicata all’impianto di Tana Termini e si è anche dichiarato disponibile a sostenerla compartecipando ad eventuali investimenti. Infine la domanda cruciale rivolta alla proprietà dell’impianto (51% Cosea e 49% di privati) da Luciano Marcacci: «Scusate, ma i finanziamenti per fare i cambiamenti che proponete ci sono, li avete trovati?». La risposta di Pulcini non è chiarissima.
Sauro Romagnani
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