La protesta di sette famiglie «Prigionieri delle transenne»
PISTOIA. Mattinata di disagi e proteste, quella di ieri, in via Provinciale Pratese per sette famiglie che si sono viste chiudere un ulteriore tratto di strada, dopo il ritrovamento, il 15 luglio...
PISTOIA. Mattinata di disagi e proteste, quella di ieri, in via Provinciale Pratese per sette famiglie che si sono viste chiudere un ulteriore tratto di strada, dopo il ritrovamento, il 15 luglio scorso, del residuato bellico inglese, una bomba d’aereo della seconda guerra mondiale all’altezza del civico 83.
Dal giorno del ritrovamento della bomba da parte dei tecnici di Publiacqua, impegnati in un intervento di manutenzione, il Comune di Pistoia ha provveduto alla chiusura al transito delle auto del tratto di via Pratese, circa 400 metri, fra il ponte della ferrovia (subito dopo la sede centrale delle Poste) fino al ponte della tangenziale est. Misura cautelativa che, come da prassi, mira a evitare che l’ordigno - ancora lì, ma immediatamente messo in sicurezza - sia sottoposto alle continue sollecitazione dei veicoli in transito.
Nella mattinata di ieri però – come raccontano alcuni residenti della zona – la polizia municipale ha disposto la chiusura di un ulteriore tratto di strada, una decina di metri, che di fatto impedisce l’accesso a una via traversa dove risiedono sette famiglie. «Non si entra e non si esce – racconta Stefano Lionti – abbiamo le auto bloccate nel vialetto di casa e non possiamo muoverle. Non ce le fanno spostare neanche a motore spento e a spinta. Mi sembra davvero eccessivo». Da precisare che al momento di queste proteste non era ancora nota la decisione di evacuare mezza città, domenica 31, per consentire il despolettamento della bomba.
«Per di più – prosegue il residente – fino a ieri sera ci hanno fatto passare senza problemi. C’erano anche Polizia municipale e Vab che passavano tranquillamente. Il tratto della via provinciale Pratese – racconta ancora Lionti - è stato chiuso il 15 luglio, ma noi eravamo rimasti fuori dalle transenne. Poi, senza avvertire, stamattina la Polizia municipale ha chiuso altri dieci metri di strada lasciandoci isolati. Possiamo passare solo a piedi. Le auto davanti casa non si possono spostare. Ci hanno detto che fino al 31 luglio la bomba resta dov’è. E noi che facciamo, restiamo dieci giorni bloccati senza auto? È davvero eccessivo».
Proteste condivise anche da diversi altri abitanti della zona.
Valentina Vettori
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