Attenzione
Trallori: “Primarie? Decideranno le Unioni”
Il segretario provinciale Pd annuncia una conferenza programmatica sullo sviluppo entro l’anno
PISTOIA. Prima una conferenza programmatica provinciale, da svolgere entro la fine dell’anno; poi il confronto tra gli amministratori e le Unioni comunali di riferimento, per dare un giudizio sui mandati amministrativi in via di conclusione. Terzo passo, la definizione dei nuovi programmi elettorali. E solo per ultimo la designazione dei candidati per la tornata amminisrativa del 2017, che potrà avvenire con o senza primarie, questo spetterà alle singole Unioni comunali deciderlo.
Questo il calendario con cui il Pd pistoiese dovrà avvicinarsi alla scadenza delle elezioni amministrative 2017, scadenza che coinvolge innanzitutto il Comune capoluogo, ma anche centri come Quarrata, San Marcello e Serravalle. Lo ha disegnato, nella sua relazione poi approvata all’unanimità dalla direzione provinciale del Pd, il segretario Riccardo Trallori.
“Parlare delle elezioni amministrative prossime e di nomi e dinamiche interne mi sembra alquanto inopportuno e soprattutto fuori contesto”. Insomma, piano con le polemiche interne, che soprattutto a Pistoia sono già cominciate da mesi e vedono la componente maggioritaria filo-renziana criticare con frequenza le scelte e le prese di posizione dell’amministrazione guidata da Samuele Bertinelli.
Non che non vi sia campo per la discussione, anzi lo stesso Trallori la auspica più volte in contrapposizione a un deleterio “finto unanimismo”. Ma prima debbono venire le scelte di programma, poi il giudizio sulle amministrazioni e solo da ultimo la scelta dei candidati. E a proposito di temi di programma, Trallori annuncia – come detto – una conferenza programmatica provinciale, indicando anche il tema centrale, quello dello sviluppo economico-sociale. “Un percorso – si legge nella relazione – che veda prima di tutto un confronto con gli attori sociali ed economici pistoiesi” e che non potrà non coinvolgere i rappresentanti istituzionali del Pd, dai Comuni alla Regione fino al parlamento.
Saranno poi le Unioni comunali a sviluppare, sulla scia della conferenza programmatica, il confronto e il giudizio sulle singole amministrazioni. Infine avverrà l’elaborazione del programma e la scelta dei candidati. Che potrà prevedere o meno le primarie, questa sarà una decisione rimessa alle singole Unioni comunali “nella totale e più completa autonomia”. Trallori lega l’utilizzo di questo strumento alla qualità della discussione sul governo delle città: se non ve ne sarà una “franca e sana”, le primarie si risolveranno in guerre fratricide. In caso contrario, potranno essere considerate “un buon strumento”.
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