Sicurezza
Pugni e offese al preside: due anni all’aggressore
Il giudice Mancuso assolve l’altro imputato nel processo, un giovane di 24 anni. L’episodio è avvenuto nell’ottobre 2014: vittima il dirigente dell’istituto Einaudi di Pistoia
PISTOIA. È stato condannato a 2 anni e 1 mese di reclusione Mikael Arra, il giovane albanese 23enne reo confesso dell’aggressione, avvenuta nell’ottobre 2014, nei confronti di Giovanni Marruchi, preside dell’istituto professionale Einaudi di via Pacinotti. Assolto invece per non aver commesso il fatto un altro giovane albanese, Fjorentino Hadibay di 24 anni, difeso dall’avvocato Federico Puggelli del Foro di Pistoia. La sentenza di primo grado è stata emessa ieri dal giudice Gianluca Mancuso. I capi di imputazione erano violenza, minaccia e ingiuria a pubblico ufficiale (appunto il preside Marruchi), per Arra, e concorso in reato per Hadibay, con le richieste del pubblico ministero Claudio Curreli che erano di 5 anni per il primo e di 4 anni per il secondo.
L’episodio da cui è scaturito il procedimento penale è avvenuto nel piazzale esterno dell’Einaudi, quando il preside è stato affrontato da un giovane con un pungo in faccia, sputi e offese. L’aggressione è arrivata al culmine di momenti di tensione iniziati qualche ora prima. Quel giorno un gruppo di una quindicina di albanesi si era radunato fuori dell’ingresso della scuola, all’ora di uscita dalle lezioni, in seguito ad una lite avvenuta al mattino tra due minorenni, uno dei quali - di nazionalità albanese - aveva avuto la peggio. Da lì la spedizione punitiva per farla pagare allo studente che aveva sferrato un pugno in faccia al coetaneo albanese. Giovanni Marruchi aveva intuito cosa potesse succedere, e così aveva fatto chiudere il portone e chiamato i carabinieri. È stato a quel punto che uno dei giovani in attesa fuori ha scavalcato la recinzione e lo ha affrontato, offendendolo. Gli ha poi tirato un pugno in faccia, gli ha sputato addosso ed è scappato insieme ai suoi amici, mentre i carabinieri arrivavano sul posto.
I due giovani protagonisti della vicenda, già conosciuti alle forze dell’ordine e rintracciati in seguito dal Nucelo radiomobile di Pistoia (avevano anche tentato di far perdere le proprie tracce), hanno già passato dei periodi di carcere preventivo in Santa Caterina in Brana e agli arresti domiciliari. Il 23enne reo confesso, tra l’altro, aveva anche scritto una lettera di scuse al preside dell’Einaudi, mentre Hadibay si era sempre professato innocente, affermando che si trovava all’Einaudi solo perché era a riprendere la sua ragazza, studentessa di quella scuola.
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