Il Tirreno

Pistoia

Non è un festival da record

di Valentina Vettori
Non è un festival da record

Trentamila biglietti staccati rispetto ai 45.000 del 2015 con Santana e Sting

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PISTOIA. Trentamila biglietti staccati. È questo il numero del pubblico pagante che ha preso parte ai concerti della 37ª edizione del Pistoia Blues 2016.

A renderlo noto è un comunicato congiunto di Comune di Pistoia e associazione Blues In che tirano le fila del festival, conclusosi la scorso sabato, con il concerto del cantautore irlandese Damien Rice. «Una chiusura in bellezza - si legge nella nota - per una delle edizioni più ricche di esclusive nazionali. Bastille, The National, Damien Rice, e una “prima nazionale” degli Skunk Anansie». Alle trentamila presenze dei paganti - prosegue il Comune - vanno poi aggiunte altre migliaia di persone che hanno assistito alle decine di eventi collaterali gratuiti diffusi in città. Secondo quello che, dal 2013 a questa ultima edizione, viene definito come il "festival diffuso". Formula che punta a esportare il festival Blues oltre il palco di piazza del Duomo, coinvolgendo tutto il centro cittadino con eventi musicali gratuiti. Tra gli eventi gratuiti di questa edizione - ricorda il Comune - la seconda edizione dell’Italian Blues Night, con 15 artisti italiani sul palco, due dj set fino a tarda notte; tre street bands che hanno realizzato 16 live set nel centro storico; nove concerti gratuiti e spettacoli di teatro di strada tra via Cavour, via Buozzi, piazza Spirito Santo; una mostra fotografica nelle vetrine dei negozi pistoiesi; i concerti del teatro Bolognini dove in due giorni si sono alternate 8 band; le Pistoia Blues Clinics; i corsi di “Dancing the Blues”; tre presentazioni di libri. Programma a cui si è aggiunta la Notte rossa di Avis che il 7 luglio ha ospitato il concerto di Cristiano De André, organizzato con il contributo di Blues In.

Un Blues 2016 che chiude a quota 31 show e che ha accolto un pubblico variegato e di età molto diverse. Da Mika e Bastille che hanno fatto il pieno di giovani e giovanissimi, alla serata di The National dove il pubblico era in prevalenza straniero, fino al concerto di Skunk Anansie e Whitesnake che ha chiamato a raccolta folle di adulti. Il Comune snocciola poi i numeri delle presenze di pubblico, per le ricadute sul settore turistico. Il 10% dei tagliandi risultano acquistati da stranieri, mentre oltre il 50% è stato acquistato da fuori regione, con punte fino al 70% per le esclusive italiane. «Dal 4 al 17 luglio - si legge nel comunicato - le prenotazioni hanno registrato un’impennata del +44,85%, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con punte di oltre il +69% di turisti sotto i 24 anni, oltre il +65% di turisti tra i 25 e i 34 anni e + 64,87% per turisti dai 35 ai 44 anni».

Numeri che però sembrano non accontentare del tutto commercianti e cittadini, da giorni sul piede di guerra, che accusano l'amministrazione di aver "snaturalizzato" lo spirito del Blues. Sotto accusa, ancora, la cancellazione del tradizionale mercatino, che richiamava in città tantissime presenze, l'imponente dispiegamento di forze dell'ordine intorno alla manifestazione e le eccessive restrizioni su modalità e tempi di apertura e chiusura dei locali, nonché sulla somministrazione di bevande alcoliche nei locali.

Polemiche a parte, i numeri alla mano parlano chiaro. Quella del 2016 non è stata un’edizione da record. Se messa a confronto con le presenze del pubblico pagante delle due edizioni precedenti i conti non tornano. Nel 2014, la 35ª edizione del Pistoia Blues Festival si chiuse con 33.000 biglietti venduti, e 46.000 presenze totali durante le otto serate, dal 10 al 17 luglio. Con 31 appuntamenti gratuiti, tra concerti, spettacoli e incontri.

Numeri ancor più elevati se si torna indietro solo di un anno, quando l'edizione 2015 sfiorò quota 45.000 presenze per le nove serate di concerti, che registrarono i tre sold out per le esibizioni di Mumford & Sons, Santana e Sting. Numeri che in totale - scrisse il Comune - superavano le 55.000 presenze, grazie a tutti gli altri eventi collaterali organizzati in città.

In ogni caso, come sottolinea la stessa amministrazione, quella del 2016 è «un’altra edizione da non dimenticare, in attesa di quella del 2017, che sarà certamente “speciale”, in quanto parte del programma di Pistoia capitale italiana della cultura.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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