Il Tirreno

Pistoia

Il Cervo Bianco ha cambiato pelle

Il Cervo Bianco ha cambiato pelle

Dirigenti e squadra completamente rinnovati ma con lo stesso spirito di sempre

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PISTOIA. Sarà una Giostra dell'Orso ancora più della rifondazione che per gli altri quella che si appresta a vivere il Cervo Bianco. Il rione di Porta Lucchese, infatti, dall'annullamento dell'edizione 2014 quando era oramai ad un passo da assicurarsi la doppietta con il 2013, dopo essere stata a lungo la "nonna" di piazza Duomo, ha vissuto profondi cambiamenti. Rispetto a quella sera del 25 luglio non c'è più il vecchio presidente, Ubaldo Gori, che adesso è al comando del Comitato Cittadino e, soprattutto, non ci sono più due protagonisti come Alessandro "Frizzino" Frosini e Alessandro Culatore fuoriusciti dopo pochi mesi dalla nomina del nuovo presidente, Alessandro Giannini. Non per questo, però, i biancoverdi partiranno battuti, anzi. Visti i nomi della squadra di Porta Lucchese (vedi box), e sotto la supervisione di un altro decano della Giostra come Alessio Giannini (fratello del presidente) che però rimarrà ai margini della competizione e non scenderà in pista, ci sono le potenzialità per fare bene anche in questa nuova competizione.

«Sappiamo tutti le novità che ci sono e che c'è stato poco tempo per lavorarci sopra - spiega il presidente del Cervo Bianco, Alessandro Giannini - però vedremo come andrà. Il nuovo gruppo si è amalgamato bene e la speranza è che, con il passare delle settimane e dei mesi, le cose vadano ancora meglio per crescere in esperienza e potenzialità in vista dell'anno prossimo. C'è da cambiare registro su altre cose, però: tenere vivo l'interesse sulla Giostra tutto l'anno, ed è per questo che con Fitetrec stiamo studiando la possibilità di un campionato invernale e primaverile sempre a Giostra per creare nuovi binomi, oltre a trovare cavalli idonei a correre questo nuovo tipo di prova. Non ci sono più i "mercenari" che vengono da fuori, anche se si sa che questa competizione non è nemmeno lontana parente di quella di prima: vedremo la reazione del pubblico».

Un accenno anche alla diaspora che ha portato all'addio con Frosini e Culatore. «Ci sono stati dissapori partiti da lontano - spiega Giannini - ed il ruolo del presidente è quello di fare aggregazione: alcune persone sono state escluse con dispiacere ma le porte, qua, sono sempre aperte a tutti perché chi vuole può avere un ruolo fondamentale nel rione». Prima Giostra da "titolare" per Lorenzo Zoppi che ha imparato all'ombra dei campioni del Drago. «Ero riserva nel 2014 – spiega il giovane fantino – ma penso che anche questa gara ha dei suoi punti di forza: è diminuita la velocità però, in base ai punteggi, penso che sarà ancora più aperta fino alla fine. Sappiamo che non conta arrivare primi, e può essere un controsenso, ma serve prendere sempre più punti possibile. Io, come il resto della squadra, lavoriamo duro per essere pronti e solo dopo potremo dire com'è andata»

Saverio Melegari

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