Il Tirreno

Pistoia

Al Passo della Collina si ricorda l’epopea dei nostri sminatori

Al Passo della Collina si ricorda l’epopea dei nostri sminatori

In mattinata rievocazione storica delle battaglie coi tedeschi Nel pomeriggio la commemorazione degli “uomini del grano”

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PISTOIA. "E per loro tornò a rifiorir la terra..." perché dai luoghi infestati di bombe tedesche tornava a battere il sole e veniva ripiantato il grano. Per questo venivano chiamati anche "Gli uomini del grano". Erano gli sminatori della collina pistoiese, il cui lavoro è durato dalla fine del '44 a metà del '48 e a loro, per la prima volta, sarà dedicato il “Diorama vivente” della Linea gotica nell'intera giornata di oggi.

L'evento è organizzato dall'associazione Linea gotica-Officina della memoria, Anpi, Cudir (Comitato unitario per la difesa delle istituzioni repubblicane del Comune di Pistoia), Istituto storico della Resistenza di Pistoia e patrocinato dal Comune di Pistoia. Spesso padri di famiglia, giovani e meno giovani, in tanti morirono per "sminare" quei campi in cui un tempo nascevano grano e fiori. La mattina inizierà, alle 10,30, al passo della Collina con una rievocazione storica delle battaglie con i tedeschi e una sfilata con gli abiti d'epoca. Alle 16 ritrovo dei partecipanti alla Collina, alle 17 la commemorazione dei caduti, dove ci saranno personaggi che impersoneranno gli sminatori e racconteranno le loro storie. Dalle 17,30 la visita all'itinerario della Linea gotica.

Lasciati in balia di un destino infame, scelto per necessità più che per gloria, dimenticati da una storia che per loro non ha riservato nemmeno un trafiletto sui libri di storia, l'evento di oggi cerca di riscattarli dall'ombra dell'oblio nel quale sono caduti. «L'iniziativa nasce dall'incontro con Corsino Corsini, nipote (e omonimo) di Corsino Corsini, sminatore pistoiese morto a 45 anni il 18 gennaio 1945 insieme a Mario Meini, altro pistoiese - spiega Daniele Amicarella (Linea gotica-Officina della memoria) - il tragico fatto accadde vicino a Ponte alla Calcaiola, in un luogo chiamato Poggiolino. Oggi, a tanti anni di distanza, rimane il ricordo di un uomo morto facendo un lavoro pericoloso, un uomo che, come gli altri sminatori, è stato dimenticato. Proprio per far riaffiorare dall'oblio la memoria di questi lavoratori, quest'anno è stato deciso di dedicare il “Diorama vivente” proprio a loro, un'iniziativa che viene fatta ogni anno sui luoghi della Linea gotica».

«Erano una settantina gli uomini che lavoravano con mio nonno -racconta Corsino Corsini - non era un eroe, ha scelto di fare questo lavoro per necessità, era padre di 5 figli. So che nessuno in famiglia voleva che lui andasse là: ma il nonno aveva un carattere forte. Di classe 1899 aveva già fatto la prima Guerra mondiale. Vendeva i dolciumi, era un pasticcere, lavorava anche a Viareggio». Ma dopo la guerra, gran parte di ciò che uno aveva accumulato con fatica e sudore era andato perso, mentre la vita doveva andare avanti. E molti, per disperazione, si ritrovarono a fare un lavoro che era una condanna a morte. La zona più infestate dalle bombe interessava la fascia collinare compresa tra Saturnana, Fabbiana, 44° Parallelo, Croce a Uzzo, Le Piastre. «Finalmente, dopo tanti anni, un piccolo riconoscimento arriva da questa iniziativa -conclude Corsini- mai una piazza, una via, o una targa per ricordare chi ha bonificato il terreno dalle mine al prezzo della propria vita».

Alessandra Tuci

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