Il dolore
Fossi e canali più sicuri rimosse le opere abusive
Ci sono voluti cinque mesi di lavoro e 275.000 euro per liberare la rete di drenaggio ostruita dai privati
PISTOIA. Sono serviti 275mila euro (212 mila fondi comunali e 63mila del Consorzio di bonifica Medio Valdarno) e 5 mesi di lavoro intenso per mettere mano agli innumerevoli danni fatti dai privati al suolo pubblico. Si tratta di interventi di manutenzione straordinaria (che si concluderanno alla fine di luglio) sulla rete di drenaggio dei fossi Acqualunga e Bollacchione, a Sant'Agostino, Nespolo e Chiazzano, zone spesso soggette ad allagamento anche per la ridotta capacità di smaltimento delle acque da parte del canale. Un totale di 4milioni di euro per l'assetto idrogeologico investiti fino ad oggi dall'amministrazione Bertinelli. Attività produttive irregolari, cemento, pali della luce e scarti di vivai che ostruivano canali e fossi, «una situazione che ci ha lasciato molto amareggiati», ha detto Paolo Pasquini, ingegnere idraulico del Comune di Pistoia.
Ed è stato proprio Pasquini, insieme all’ingegnere esterno Daniele Baldi, e al sindaco Samuele Bertinelli (che proprio ieri mattina ha effettuato un sopralluogo sui posti interessati), ad illustrare i lavori di questi mesi, eseguiti dalla cooperativa La Rocca. «In uno spazio microscopico si vede l'Italia intera - ammonisce il primo cittadino - c'è una diffusa tendenza ad evadere le regole: se ognuno nel suo piccolo si comportasse secondo un ordinario buon senso si risparmierebbero un sacco di soldi e si avrebbero meno danni al suolo pubblico». L'obiettivo degli interventi (12 in totale) è volto infatti a ridurre il rischio di esondazione e al miglioramento della capacità di deflusso dei fossi Acqualunga e Bollacchione, a rinforzare i tratti dissestanti e a demolire o ricostruire opere in muratura precarie. Ecco quelli più importanti.
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Casse d'espansione centro commerciale Panorama. La modifica degli argini e l'ampliamento della cassa di espansione destinata ad annullare gli effetti derivanti dall'impermeabilizzazione del suolo a seguito della costruzione dell'urbanizzazione nell'ex Pallavicini, consentirà una raccolta di maggiore quantità di acqua, che viene adesso riversata a valle con gradualità mediante una cosiddetta “bocca tarata”, un tubo di diametro ristretto, in modo da non aggravare il rischio idraulico per i territori di valle.
Tratto del Fosso Acqualunga via Vecchia Pratese. Nei punti a cielo aperto, il fosso è stato ripulito dai depositi terrosi accumulatisi sul fondo negli ultimi anni; le fessure nei muri di sponda sono state chiuse con stuccate; le fondamenta dei muri di sponda smossi alla base sono state rinforzate mediante sottofondazioni.
Tratto del fosso Acqualunga detto scolmatore. Nel tratto in cui l'alveo tombato passa sotto a via Toscana, attraversandola, rimossi e conferiti a discarica più di 40metri cubi di depositi terrosi che da anni impedivano il deflusso delle acque, creando rigurgiti che hanno influenzato il drenaggio delle acque da tutta la zona di Chiazzano. Subito a valle di questo ponte è stata ripulita anche la sezione a cielo aperto del fosso di valle, rinforzato con la costruzione di una palizzata.
Tratto del fosso Acqualunga e Bollacchione alla confluenza con il fosso della Buraccia. L'attraversamento pedonale sul fosso Acqualunga e Bollacchione è stato demolito perché, a causa della presenza in alveo delle spalle d'appoggio, provocava un sensibile restringimento della sezione del fosso, innescando un dannoso fenomeno di riflusso durante le piene. L'intervento ha previsto inoltre la rimodellatura della confluenza tra il fosso Acqualunga e l'affluente allo scopo di migliorare il deflusso delle acque in caso di piena.
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