La manifestazione
Campagna azzurra per il “No”
Banchini di Forza Italia per tutto luglio davanti a Palazzo Balì
PISTOIA. È un no convinto alla riforma costituzionale elaborata dal governo Renzi quello che rivendica il coordinamento provinciale pistoiese di Forza Italia. Un “no” che boccia, senza se e senza ma, un testo di modifica alla costituzione - spiega il partito provinciale - frutto di «forzature che hanno determinato spaccature insanabili tra le forze politiche».
Un no che, entrando nel merito della riforma, spiega Andrea Gabbani, «non apporta quelle necessarie modifiche al testo, inseguite da decenni, ma che per i loro contenuti destituiscono la democrazia del paese. Una riforma che divide, anziché unire e che nasce già fallita».
Rincara la dose anche il coordinatore provinciale Alberto Lapenna, che spiega come la riforma non si avvicini neanche lontanamente ai nodi cruciali cui auspicava Forza Italia. Il presidenzialismo, con elezione diretta del presidente della Repubblica, l'abolizione totale del Senato e il dimezzamento del numero dei parlamentari.
«Saremo in strada con banchini informativi per spiegare il nostro no a tutti i cittadini - prosegue Alessandro Sabella, consigliere comunale Fi di Pistoia - e per portare alle urne del referendum di ottobre cittadini consapevoli».
A Pistoia i banchini di Forza Italia per il no alla rifoma costituzionale saranno presenti, davanti a Palazzo Balì, per l'intero mese di luglio, il mercoledì e il sabato, dalle 9 alle 12.
La presenza dei banchini tornerà poi da settembre, e fino ai gironi precedenti il referendum. Qui verranno spiegati i motivi dell’opposizione del partito azzurro alla riforma, tramite anche la distribuzione di volantini con i dieci punti da tenere in mente per votare, appunto, contro.
Insieme agli esponenti pistoiesi di Forza Italia, ai banchini saranno presenti anche alcuni rappresentanti del coordinamento docenti precari di Pistoia che rivendicano il loro “No apartitico” alla riforma costituzionale, e che contestano il governo Renzi per la riforma “Giannini” della scuola che definiscono come la peggiore degli ultimi anni. (v.v.)
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