Sicurezza
«Vogliamo vedere le nostre figlie»
L’uomo salito sull’impalcatura: mi aiutino a trovare un lavoro
PISTOIA. «Sabato ho fatto un gesto di protesta, per riaverle a casa. Noi gli vogliamo tantissimo bene. Vorremmo parlarci. Se non sapremo qualcosa mercoledìsono pronto a risalire sull’impalcatura».
Le due figlie della coppia sono state allontanate giovedì scorso da casa e portate in una residenza protetta. Sembra su richiesta della figlia maggiore, che avrebbe chiamato il Telefono rosa. Il padre, un cinquantenne pistoiese, sabato pomeriggio è salito sull’impalcatura che avvolge il palazzo della Banca Toscana, in piazza Garibaldi, minacciando di lanciarsi nel vuoto. A un’altezza di quasi 25 metri, scalzo, sotto un sole cocente, ha ripetuto più volte di volersi buttare, fino a quando le parole gridate dalla moglie in strada, e il dialogo con il capo di gabinetto della questura e il poliziotto della sezione minori non lo hanno convinto a desistere.
Due giorni dopo la coppia si è ripresentata alla nostra redazione. «Non abbiamo avuto alcuna copia del provvedimento di allontanamento - raccontano - Siamo stati contattati anche dalla trasmissione televisiva “Chi l’ha visto” e ci muoveremo anche in quella direzione. Giovedì pomeriggio ci hanno chiamato dalla questura mentre eravamo a fare la spesa, dicendoci che non avremmo trovato le figlie a casa. Ma non ci sono - afferma l’uomo - denunce a mio carico come nel 2007. Su quali basi le assistenti sociali si sono mosse senza consultarsi con noi? Non sapevamo niente. Siamo convinti che la figlia minore vorrebbe tornare con noi». A carico dell’uomo c’è una precedente denuncia per maltrattamenti nei confronti della moglie. «Risale al 2007 - spiega la donna - e da allora è cambiato». La decisione della figlia di 19 anni di rivolgersi al Telefono rosa sarebbe scaturita da screzi tra lei e il padre per il ragazzo che sta frequentando.
«Stamani (ieri, ndr) - prosegue l’uomo - siamo stati in questura, ma non riusciamo a sapere niente delle ragazze. Io sono senza occupazione da tre anno, dopo aver lavorato come operaio generico in un Comune della provincia. Quello di cui avremmo bisogno è un aiuto in tal senso, non decisioni prese sopra la nostra testa».
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