Il Tirreno

Pistoia

Esposizione all’amianto, decreto beffa

Esclusi i lavoratori già andati in pensione. Bartoletti (Inca Cgil): solo da noi 400 domande

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. I lavoratori esposti alla bonifica dall'amianto dell'ex Breda di Pistoia potranno tirare un sospiro di sollievo. Attenzione però: la legge esclude quelli già andati in pensione. È uscito il tanto atteso decreto sulla "ripartizione delle risorse del Fondo istituito per il trattamento pensionistico dei lavoratori esposti all'amianto", attuativo appunto della legge di stabilità 2016 (approvata il 28 dicembre 2015).

La legge ha riaperto il tema dei lavoratori rimasti esposti alla sostanza killer, che a Pistoia ha provocato centinaia di morti. Pubblicato in questi giorni in Gazzetta ufficiale, il decreto si riferisce ai lavoratori del settore della produzione del materiale rotabile che hanno prestato la propria attività nel sito produttivo e che sono stati esposti alle polveri dell'amianto senza essere dotati delle appositi equipaggiamenti di protezione per l'intero periodo di durata delle operazioni di bonifica dall'amianto effettuate mediante sostituzione del tetto. Il decreto parla però di "lavoratori non titolari di trattamento pensionistico".

Sarà poi onere del datore di lavoro produrre apposita documentazione della data certa dei lavori al fine di "accertare fatti e circostanze riguardanti i lavori di bonifica del tetto, la loro durata, nonché la mancata adozione per i lavoratori dei dispositivi di protezione individuale". Entusiasmo per l'uscita di una legge tanto attesa, ma anche parecchia incertezza sulla sua applicazione. «Un decreto molto simile a come lo avevamo previsto e poco chiaro come la stessa legge di stabilità -commenta Simonetta Bertoletti, direttrice del patronato Inca- unica cosa certa è l'esclusione di chi è già andato in pensione».

Ricordiamo infatti che sono state quasi 400 le domande fatte solo all'Inca-Cgil di Pistoia per ottenere il riconoscimento dell'esposizione all'amianto, tutte provenienti da dipendenti di AnsaldoBreda: oltre la metà già in pensione, altri ancora operativi in Hitachi. A queste vanno sommate le domande autonome e quelle ad altri patronati, tutte fatte entro il 29 febbraio scorso: un numero di richieste che sarà dunque quasi il doppio. Basti pensare che a livello nazionale si parla di circa 10mila persone coinvolte. «Qual è il periodo preciso al quale ci si riferisce per i lavoratori dell'ex Breda? Che cosa succederà invece per i lavoratori dell'indotto? -continua Bertoletti- dato che dovrà essere il datore di lavoro a produrre apposita documentazione, presumo sarà difficile se non quasi impossibile risalire alle aziende per le quali hanno lavorato i lavoratori dell'indotto: molte hanno cessato l'attività, altre non esistono più da tempo. Il decreto poi non prevede alcuna proroga del termine: chi non ha fatto domanda entro il 29 febbraio scorso rimane fuori. Insomma, ci sono ancora tanti lati non chiari e auspichiamo l'arrivo di circolari più precise».

Alessandra Tuci

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa