Gioco
Studenti del Fedi Fermi trovano lavoro all’estero
I dieci alunni hanno fatto uno stage lavorativo in alcune aziende in Spagna e in Francia. Per loro, se lo vorranno, c’è già un contratto ad attenderli
PISTOIA. È la meglio gioventù, come direbbe Pasolini, fresca, coraggiosa, indomita e pronta alle sfide quella rappresentata dai dieci studenti dell’ITT “Fedi-Fermi” di Pistoia che hanno partecipato al progetto di tirocinio formativo all’estero (l'Erasmus+Vetwork@mobility), lavorando per un mese in aziende francesi e spagnole. Prima di lasciare la famiglia, gli amici, le consuetudini tipiche degli studenti di quarta superiore e partire per il progetto Erasmus Plus, hanno dovuto superare una seria selezione, necessaria per valutare sia il livello di conoscenza della lingua straniera sia le competenze tecniche relative ai vari indirizzi (informatica, costruzioni, tecnologia e meccanica). È così, testando le abilità e le più alte qualifiche dei propri studenti, che l’Istituto “Fedi-Fermi” ha ingaggiato una sfida con il livello delle aziende europee. E ha vinto, dimostrando che la competenza raggiunta dagli alunni è all’altezza degli standard d’Oltralpe, considerato anche che alcune aziende straniere si sono già rese disponibili per assumere in futuro gli studenti con cui hanno avuto modo di lavorare. Ad accompagnare i ragazzi, i primi quattro giorni, nell’avventura all’estero erano presenti anche la professoressa Barilla e il professor Nania, tutori del progetto; poi i ragazzi sono rimasti soli alle prese ciascuno con il nuovo impegno, l’entusiasmo e le prime difficoltà.
«I primi giorni non è stato facile – dice Francesco Bresci, occupato in un azienda in Spagna – ma non ci ho messo molto ad adattarmi e a far fruttare al meglio il mio tirocinio. Ho lavorato presso un’azienda che si occupa di climatizzazione e per questo ho girato per molte città, sono entrato in contatto direttamente con molte persone e questo mi ha permesso di consolidare più velocemente il mio livello linguistico».
Anche per Alessandra Leggeri, studentessa dell’indirizzo costruzioni, impegnata presso un’azienda di Bourdeaux, l’esperienza è andata oltre le aspettative: «Mi sono resa conto – spiega – che il livello delle aziende straniere è altissimo; ho lavorato con strumentazioni all’avanguardia, che qui in Italia si vedono di rado; questo mi ha dato la spinta per imparare al meglio e per tornare con un bagaglio più ricco».
«In un solo mese ho imparato moltissimo – racconta Simone Pagnini, che in Francia ha svolto il tirocinio presso un’azienda che si occupa di componenti elettroniche – non solo da un punto di vista linguistico ma, soprattutto da un punto di vista umano. È stata un’esperienza che mi ha cambiato profondamente, in un solo mese sono evoluto; e mentre io cambiavo – dice ancora – mi sono accorto, con dispiacere, che invece qua era rimasto tutto uguale. Ho lavorato con impegno e intensità, tanto che i datori di lavoro francesi si sono già resi disponibili per farmi un contratto per il prossimo anno. Per il mio futuro sogno un lavoro all’estero».
«È un risultato positivo – commenta la professoressa Barilla, responsabile del progetto – sia per gli studenti sia per l’istituto che ha intrapreso il progetto Erasmus Plus per la prima volta quest’anno. Tanto positivo che sono in procinto di partire altri quindici studenti, neodiplomati, per un tirocinio di tre mesi in aziende di Malta, Portogallo e Irlanda del Nord».
«È stata un’esperienza utile non solo per i ragazzi – conclude – ma anche per i docenti e la scuola stessa che così ha potuto testare su un nuovo terreno, quello delle aziende all’estero, il livello di preparazione che può offrire agli studenti». Dal 1987, anno di fondazione del progetto, circa un milione e mezzo di studenti ha potuto studiare e praticare tirocini formativi all'estero grazie all'Erasmus.
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