Gioco
Sale su un'impalcatura e minaccia di lanciarsi nel vuoto
L'uomo, di Pistoia, chiede di riavere le figlie che, su loro richiesta, sono state allontanate. Poco prima delle 16 è stato convinto a scendere
PISTOIA. E' salito sull'impalcatura in piazza Garibaldi, montata intorno ad un palazzo per ristrutturare la facciata esterna, e minaccia di lanciarsi nel vuoto da oltre venticinque metri. L'uomo chiede di poter riavere le figlie che giovedì 7 luglio sono state portate in una residenza protetta, su richiesta delle stesse. Alla base dei dissapori ci sarebbero i continui litigi fra il padre e una delle ragazze, che frequenta un coetaneo che non avrebbe il gradimento dell'uomo.
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Sul posto è intervenuta la polizia che sta cercando di farlo desistere. Ci sono anche un'automedica e un'ambulanza della Misericordia inviate dal 118 ed i vigili del fuoco che hanno montato il tappeto per attutire un'eventuale caduta dell'uomo. Ai piedi dell'impalcatura c'è anche la moglie che tenta a sua volta inutilmente di farlo scendere.
Tutto è cominciato giovedì 7 luglio quando una delle figlie ha fatto il numero del Telefono Rosa ed ha chiesto protezione. Così lei e la sorella sono state prese in consegna dai servizi sociali e portate in una struttura segreta e protetta. Ad avvertire i genitori sono stati gli uomini della questura e la coppia non l’ha presa molto bene, anche se c’è già un precedente del 2007 quando le due ragazze furono allontanate dai genitori per alcuni mesi perché l’uomo maltrattava spesso la moglie. “Adesso sono cambiato – racconta l’uomo – e mia moglie lo può testimoniare. Non la picchio più e i contrasti con mia figlia maggiore sono solo legati al fatto che sono troppo protettivo e non mi piace il ragazzo che sta frequentando”.
“Quel ragazzo non mi piace, si vede che non ha la testa sulle spalle – continua l’uomo – Io voglio il meglio per mia figlia e anche mia moglie è d’accordo sul giudizio negativo per quel ragazzo. Comunque noi vogliamo sapere dove sono e visto che è stata una a chiamare il Telefono Rosa, l'altra non c’entra nulla e sono sicuro che vuole tornare con noi. Ecco noi vogliamo che almeno lei torni a casa. Vogliamo sapere dove sono e poterle vedere”.
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La moglie annuisce e, soprattutto, conferma che il marito è cambiato dal 2007 quando la picchiava. “Sì, è cambiato. Ora si comporta bene con me – dice la donna – Vogliamo sapere dove sono le nostre figlie e vogliamo che tornino a casa”. La famiglia è seguita da molti anni dai servizi sociali e in passato è stata spesso aiutata anche a livello economico. “Da quando mia moglie ha avuto il lavoro come collaboratrice scolastica riusciamo a farcela da soli. Paghiamo le bollette e non ci viene dato nulla dal Comune, siamo autosufficienti – continua l’uomo – Io? Sono disoccupato e in cerca di una occupazione”. Ma perché la ragazza ha deciso di fare il numero del telefono rosa e di accettare addirittura di andare via da casa? “Negli ultimi tempi discutevamo spesso per quel ragazzo – conferma il padre – A me non piace e ho il diritto di dirglielo e di fare in modo che non lo veda. Forse da queste discussioni è nata la decisione di chiamare l’assistente sociale. Ma l'altra non c’entra nulla e sono sicuro che lei vuole stare con noi. Vogliamo vederle, questo non ce lo possono impedire”.
Poco prima delle 16 il capo di gabinetto della questura di Pistoia, il dottor Paolo Cutolo, è salito fino all'altezza dell'uomo con un cestello montato su un'autogru dei vigili del fuoco ed è riuscito a convincerlo a scendere. Subito dopo l'uomo è stato condotto in ospedale perché disidratato e sotto shock.
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