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Ore di paura nelle fattorie affollate di turisti increduli

Ore di paura nelle fattorie affollate di turisti increduli

Le testimonianze dagli agriturismi nel comune di Larciano, i più colpiti dalla nube «Sembrava novembre invece che piena estate». Ora c’è timore per i raccolti

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LARCIANO. All'inizio non capivano cosa fosse, quella densa colonna di fumo nero. Quando poi, sospinta dai venti, ha raggiunto anche la Valdinievole (in particolare i comuni di Larciano, Lamporecchio e parte di Monsummano) non vi sono stati più dubbi che qualcosa di molto grave fosse accaduto. Ed è bastata, a quel punto, una rapida ricerca su internet per scoprire, purtroppo, che la discarica del Cassero a Serravalle, lunedì 4 luglio, stava andando a fuoco.

Siamo in piena stagione turistica e, in questo periodo, tedeschi, olandesi e francesi popolano il territorio della Valdinievole. E facendo un rapido giro tra i titolari e gestori di agriturismi e bed&breakfast, appare un quadro abbastanza chiaro: se Lamporecchio è uscita quasi indenne dalla nube di fumo, per Larciano la situazione è ben diversa.

«Sembrava di essere in una nebbiosa giornata di novembre. Peccato, però, che fossimo in piena estate», è stato il commento di alcuni. Ansia e preoccupazione - per se stessi, per le proprie famiglie ed anche per gli ospiti - sono stati gli stati d'animo predominanti. Ma, soprattutto, una notevole difficoltà vi è stata nel riuscire a spiegare ai turisti - nella maggior parte dei casi stranieri - il motivo per cui fosse necessario trincerarsi, nonostante la calura estiva, all'interno delle mura della struttura.

«In un primo momento - racconta Anna Christine Merkl dell'agriturismo Benessere - abbiamo cercato di non creare allarmismo nei nostri ospiti. Infatti credevano che si trattasse di un incendio di bosco. Poi, però, di fronte all'evidenza si sono resi conto che non poteva trattarsi di un comune incendio». E a conferma della pericolosità della nube, sono arrivati i messaggi telefonici da parte del Comune di Larciano che avvertivano i cittadini di rispettare tutte le precauzioni necessarie per evitare (o quantomeno limitare) l'inalazione ed il contatto con i fumi.

«I nostri clienti - dice Angelina Ganci dell'agriturismo Belvedere Pozzuolo sempre a Larciano - hanno indubbiamente avuto dei disagi. Presumo gli stessi delle altre aziende turistiche, a causa del fumo e soprattutto dell'odore sgradevole».

Ma lo spavento più grande è stato rappresentato dalla frase "pericolo diossina". A spiegarlo è Angela Salvucci, titolare della fattoria didattica ed azienda turistica "Le Baccane". «In questo periodo - spiega Salvucci - abbiamo molti ospiti, sia italiani che stranieri, nel nostro agriturismo. È stato davvero molto difficile riuscire a motivare il perché dovessero chiudersi dentro la fattoria. Tuttavia se il disagio si limitasse a questo, sarebbe il minimo. Il mio timore, invece, è che a breve mi venga intimato di trinciare le colture. Per me e per la mia azienda sarebbe infatti un danno economico gravissimo».

Martina Trivigno

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di Redazione web