Il Tirreno

Pistoia

PistoiAmbiente: ci attaccano

di Valentina Vettori
PistoiAmbiente: ci attaccano

La società di gestione non ha dubbi, l’incendio è doloso e contro di noi

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SERRAVALLE. “L’incendio alla discarica del Cassero non è di natura accidentale, ma certamente è conseguenza di un atto doloso provocato da terze persone che hanno voluto procurare un danno alla nostra società”. Non lascia spazio a interpretazioni il comunicato stampa diramato ieri mattina da PistoiAmbiente, a due giorni e mezzo dall’incendio che ha coinvolto la parte sud-ovest e sud-est della discarica nel comune di Serravalle. Rogo che ha arso il 10% dell’area del Cassero, circa un ettaro dell’intera discarica, dove si trovano rifiuti speciali classificati nella categoria di tipo B. In prevalenza cartone e plastica che, nel momento della combustione, hanno sprigionato diossina.

«Considerati i parametri di sicurezza e le modalità operative e di controllo sulla messa a dimora dei rifiuti in discarica – prosegue la nota – tutto ci porta a pensare a un atto doloso». E ad avvalorare l’accusa, lanciata contro ignoti, PistoiAmbiente elenca una serie di fattori sospetti. L’incendio è divampato in una zona alta della discarica, dove non si lavorava da oltre due mesi. Poi, nei giorni precedenti all’innesco dell’incendio un dipendente aveva rilevato un doppio taglio della recinzione perimetrale a isolamento dell’impianto, fatto immediatamente denunciato ai carabinieri.Infine, e fatto forse più inquietante di tutti, le due zone coinvolte dal taglio della rete e dallo scoppio dell’incendio non presentano postazioni di telecamere di video sorveglianza. “Coincidenze?” – è la domanda retorica che si fa la società che gestisce la discarica.

Intanto, PistoiAmbiente ha autonomamente sospeso ogni tipo di conferimento nell’impianto. Comunicazione a cui si aggiunge una sottolineatura dell’assessora regionale all’ambiente e alla protezione civile, Federica Fratoni. «Il conferimento rifiuti al Cassero – spiega l’assessora - rimarrà sospeso, e l'impianto non ripartirà fintanto che non saranno terminate le verifiche e i controlli da parte di tutti gli organi competenti, tra cui l’ufficio della Regione che si occupa dell’Aia, l'autorizzazione integrata ambientale ».

Le analisi in via di svolgimento, dunque, potranno confermare, o meno, se le prescrizioni già previste dall'Aia dovranno essere integrate o aumentate, al fine di garantire maggiore tutela nella gestione dell'impianto.

L’incendio divampato nella serata di lunedì 4 luglio, poco dopo le 18, – lo ricordiamo – ha suscitato nella popolazione coinvolta pesanti preoccupazioni. Su tutte, la paura per le conseguenze determinate dalla dispersione di sostanze pericolose per la salute (diossine e simili), sprigionate durante il rogo che si è protratto per ore, fino alla mattinata di martedì 5. Una situazione che ha spinto il sindaco di Serravalle Patrizio Mungai, nella serata di martedì, a convocare un incontro, aperto alla cittadinanza, dove erano presenti anche rappresentanti di Asl e Arpat, oltre all’assessore regionale all’ambiente Fratoni.

Arpat, intanto, prosegue le analisi sulle ricadute degli inquinanti che, a causa dell’enorme nube di fumo che aveva raggiunto anche i territori di Larciano e Lamporecchio, si sono diffusi nell’aria per chilometri. Rilevamenti effettuati attraverso la raccolta di campioni sugli ortaggi a foglia larga per misurare i livelli di inquinamento nelle aree circostanti la discarica, nel raggio di due chilometri. I risultati saranno resi noti nei prossimi giorni.

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