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gli abitanti di cantagrillo

«Si sentiva l’odore terribile della plastica bruciata»

«Si sentiva l’odore terribile della plastica bruciata»

CASALGUIDI. Puzzo forte di plastica bruciata, aria pesante che potrebbe tagliarsi con un coltello. E un paese quasi fantasma. È questo il risveglio che ha accolto ieri mattina gli abitanti di...

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CASALGUIDI. Puzzo forte di plastica bruciata, aria pesante che potrebbe tagliarsi con un coltello. E un paese quasi fantasma.

È questo il risveglio che ha accolto ieri mattina gli abitanti di Cantagrillo e Casalguidi, dopo l'incendio che ha devastato la discarica del Cassero, nel comune di Serravalle. Finestre e porte chiuse, nonostante l'afa mattutina, nessuno affacciato in terrazza o che cammini per strada. Diversamente da quanto avviane ogni mattina, i residenti sono rimasti barricati in casa. Chi è solito scendere in strada per portare fuori il cane, fare la spesa, o quattro chiacchiere con il vicinato, ha pensato bene di rimanere barricato nella propria abitazione.

Solo in tarda mattinata si cominciano a vedere i primi segnali di vita. Di bambini, però, nemmeno l'ombra. E i pochi audaci che sono usciti di casa si sono rifugiati dinanzi al bar principale di Cantagrillo. Unico argomento del giorno: la discarica che ha preso fuoco la sera prima. E tanta, tanta rabbia, soprattutto perché, a detta di molti, una discarica così vicina ad paese parecchio abitato non avrebbe dovuto esserci. Per non parlare dei tanti che hanno orti e campi coltivati.

«Ci ha chiamati il sindaco intorno alle nove di ieri sera per dirci di chiudere tutte le finestre e di rimanere in casa e così abbiamo fatto -raccontano alcuni residenti e frequentatori del bar- all'inizio non sapevamo nemmeno che cosa stesse accadendo. Poi abbiamo sentito un puzzo fortissimo, tipo di plastica bruciata, non si riusciva a respirare».

Molti confessano di non essersi nemmeno accorti della grossa nuvola di fumo che sovrastava le case, altri stavano cenando, altri ancora erano alla festa del Partito democratico a Casalguidi. Tutti però, appena sentito il forte odore, hanno alzato gli occhi al cielo e hanno visto il fumo nero.

«Io ero alla festa in piazza e ho sentito il puzzo terribile -racconta Armando Bartolomeoni, che indossa una mascherina per coprire naso e bocca- sono corso subito a casa e ho chiuso tutto. Stamattina poi sono andato a comprarmi la mascherina per non respirare quest'aria malsana. Ho anche un orto proprio nelle vicinanze della discarica. Cosa devo fare adesso? Dovrò buttare via tutto ciò che ho coltivato?».

«Una discarica così vicino al paese non avrebbe nemmeno dovuto esserci -commenta Luca Chiarello, un residente- è stata fatta una lunga campagna elettorale improntata sull'importanza della discarica e sui benefici che questa avrebbe comportato, oltre ad una forte sensibilizzazione per la raccolta differenziata. Ma quali sono questi benefici se poi le tasse sui rifiuti sono salate e accadono fatti di questo tipo?».

«Ero a casa, a Ponte Stella, e ho visto la nube di fumo nera -racconta Graziano Cioni, altro abitante della zona- fortunatamente il vento soffiava dalla direzione opposta al paese. Ma vicino alla discarica ho diverti orti».

«Erano le 18:30 quando ho visto il fumo -gli fa eco Massimo Guidi, titolare dell'officina Revisioni Auto a Ponte Stella, Cantagrillo- si sentiva un odore fortissimo e verso le 21 ho visto anche le fiamme altissime; poi, intorno alla mezzanotte, l'incendio sembrava essersi un po' placato. Secondo me il pericolo è stato sottovalutato fin dall'inizio. È possibile che abbiano impiegato così tanto tempo per mandare gli elicotteri dei vigili del fuoco? E poi, un ambiente del genere non dovrebbe essere controllato ad ogni ora del giorno e della notte?».

«Forse c'è stata una cattiva manutenzione della discarica? -dice Piero Fragai, altro residente- anche stamattina il puzzo di plastica bruciata si sentiva dappertutto».

Alessandra Tuci

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