La manifestazione
Mamma Ebe, assoluzione bis per il prete
In appello confermata la decisione del Gup di Pistoia nei confronti di don Sebastien Maheshe
PISTOIA. Confermate in appello le sentenze di primo grado per l’ex parroco di Lamporecchio don Sebastien Kalimbiro Maheshe e per due persone appartenenti al “giro” di Mamma Ebe a San Baronto, il pisano Daniele Chiocchi e Giovannamaria Passeri, di Ginestra Fiorentina. Il sacerdote si è quindi visto confermare l’assoluzione, mentre per gli altri due imputati la prima sezione della Corte di appello, lunedì sera ha ribadito la condanna a due mesi per esercizio abusivo della professione medica nei confronti del Chiocchi; e la condanna a dieci mesi per associazione a delinquere ed esercizio abusivo della professione medica a carico della Passeri.La sentenza di primo grado nei confronti dei tre era stata pronunciata nel settembre del 2010 dal Gup di Pistoia Luciano Costantini, a conclusione di un ramo secondario dell’inchiesta pistoiese contro Ebe Giorgini, il marito Gabriele Casotto e altre 15 persone, tutte coinvolte nelle attività che la “santona di San Baronto” esercitava nella sua villa. Il processo principale, quello contro Ebe Giorgini, il marito e 12 seguaci, aveva seguito l’iter ordinario e si era concluso con una raffica di condanne. L’ex parroco e gli altri due avevano invece preferito affidarsi al giudizio abbreviato. Risultato, assoluzione per don Maheshe e condanne per gli altri due adepti.
Contro la sentenza del Gup avevano fatto ricorso il pm Francesco Sottosanti e la difesa di Chiocchi e Passeri, curata dall’avvocato Michele Capecchi, del foro di Pistoia. Il caso è stato discusso lunedì pomeriggio e deciso allo stato degli atti. La difesa del sacerdote era affidata agli avvocati Fausto Malucchi ed Elena Baldi del foro di Pistoia.
Da notare che a conti fatti, il procedimento abbreviato ha impiegato a concludersi, più tempo di quello ordinario. Se infatti le sentenze di appello per don Maheshe, Chiocchi e Passeri sono arrivate solo adesso, quelle nei confronti di Mamma Ebe e degli altri imputati condannati in primo grado dal tribunale di Pistoia erano state pronunciate già nell’aprile 2013. E tra l’altro si risolsero con una consistente riduzione di pena per la “Santona” (condannata a 6 anni per associazione a delinquere ed esercizio abusivo della professione medica), per il marito e per altre tre collaboratrici, mentre per gli ulteriori 7 imputati arrivò l’assoluzione.(f.cl.)
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