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Impianti di risalita, sos alla Regione

Affollata assemblea sul futuro a rischio della società Slittovia

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ABETONE. Una folla di 400 persone per dire no alla possibile chiusura di una parte degli impianti di risalita di Abetone, con la richiesta di un intervento risolutivo da parte degli enti locali. Non solo. Un tavolo permanente di crisi della montagna pistoiese e un appello da parte dei Comuni di Abetone e Fiumalbo alla Regione Toscana, perché metta in atto un intervento immediato a sostegno del comparto neve per la sopravvivenza di alcuni impianti di risalita. Sul tavolo della discussione non ci sono "noccioline", ma addirittura l'incertezza dell'apertura degli impianti di risalita Selletta-Riva-Gomito, fino ad ora in mano della società "Slittovia Abetone".

L'argomento, molto caldo e stringente nei tempi per non trovarsi al perso e mettere in discussione la prossima stagione sciistica di Abetone, è stato affrontato in un'assemblea pubblica che si è tenuta lunedì scorso nella sala consiliare del comune di Abetone con lo scopo di informare la popolazione su cosa sta succedendo. E la popolazione ha risposto in maniera più che positiva, affollando gli ambienti del Comune e sedendosi anche sulle scale tanta è stata la partecipazione. «La società "Slittovia ed Abetone"- spiega il sindaco Giampiero Danti - ha un'assemblea nella quale deve approvare il proprio bilancio che presenta delle criticità. Noi - aggiunge Danti - abbiamo già interessato la Regione Toscana su cosa sta succedendo e sembra che l'ente di Rossi sia intenzionato a rilevare gli impianti, però passando per un'acquisizione da parte del Comune di Abetone a cui poi girerà il finanziamento. In ballo ci sono anche un migliaio di posti di lavoro ed interesserò anche la nostra Unione dei Comuni». All'assemblea di lunedì molti commercianti, e amministratori sia dalla parte toscana che emiliana. Assente l'amministrazione comunale di Cutigliano.

“Si ribadisce l'urgenza - si legge nella nota mandata a Regione, prefetto di Pistoia e presidente dell'Unione dei Comuni Montani - che codesta Regione possa porre in essere un immediato intervento a sostegno del comparto onde evitare l'inevitabile chiusura di tutte le attività economiche legate al turismo invernale”.

«Inoltre - aggiunge Danti - è stato anche creato un tavolo permanente di crisi della montagna. La crisi del nostro territorio è a tutto tondo ed è giusto capire che ci sono possibilità per il futuro perché per ora non si sta muovendo niente e capire anche su cosa bisogna puntare per un rilancio della zona». Formato anche un comitato di una ventina di persone, aperto a nuove adesioni e che in questi giorni è già al lavoro. «Va trovata una soluzione veloce - spiega Andrea Formento - perché la chiusura di una parte degli impianti metterebbe in ginocchio una fetta importante dell'economia del territorio. La popolazione ha risposto molto bene e ha dato una totale disponibilità, magari anche aderendo a qualsiasi iniziativa possa risolvere il problema. Tra l'altro - aggiunge Formento - si sta svolgendo anche una raccolta di firme per testimoniare nella realtà quanta adesione c'è».

Carlo Bardini

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