Cassero, la discarica in fiamme
Densa colonna di fumo visibile da Agliana alla Valdinievole. Si indaga sulle cause
CASALGUIDI. Un fronte di un ettaro, forse più. Fiamme che hanno bruciato, consumato i rifiuti speciali e gli scarti industriali (in gran parte pulper) di quella che in gergo tecnico viene chiamata “parte in coltivazione” della discarica. Dove ogni giorno vengono depositati e pressati i rifiuti.
L’incendio è divampato intorno alle sei del pomeriggio. Una densa colonna si è levata nel cielo, dopo pochi minuti era visibile ben oltre i confini di Casalguidi, dov’è situata la discarica gestita da PistoiAmbiente.
E anche se il sindaco di Serravalle, Patrizio Mungai (che mostra perplessità sulla possibile autocombustione) mette le mani avanti e ricorda che «non vengono accolti rifiuti tossici», dal Comune e dall’Asl è partita la raccomandazione a non uscire di casa, per evitare il contatto e l’inalazione dei fumi.
Difficile per i pompieri contenere e circoscrivere l’incendio. Il vento c’ha messo lo zampino, e il fumo ha sconfinato ben oltre le colline del Montalbano. Le due squadre, con due autobotti, sono ben presto salite di numero. Alle 22 erano venti i pompieri impiegati nello spegnimento, con sei autobotti. Squadre da Pistoia, Montecatini, Prato, Lucca, Arezzo e Pisa. L’elisoccorso monitorava dall’altro, mentre non è stato possibile usare il Canadair. Era stato richiesto quello disponibile a Bologna, ma l’alta colonna di fumo e la direzione del vento non ne hanno permesso l’utilizzo: avrebbe dovuto effettuare i lanci da troppo in alto.
Mungai, l’assessore all’ambiente Luca Santucci e gran parte della giunta hanno fatto la loro comparsa in discarica intorno alle 19. Insieme a loro anche molti dei consiglieri d’opposizione. «È un incendio vasto - commentava con preoccupazione Mungai - sulla parte in superficie della zona di coltivazione. Difficilmente si tratta di autocombustione, non viene da sotto. La discarica non smaltisce rifiuti tossici, ma certo il fumo acre non fa bene. Per questo abbiamo telefonato a tutti i cittadini, ed esteso la raccomandazione alle amministrazioni di Larciano e Lamporecchio. La Protezione civile è passata nei paesi raccomandando di stare in casa». Raccomandazione arrivata anche dall’Asl, pronta a intervenire nel caso qualcuno avesse avvertito malori per il fumo.
Tecnici dell’Arpat sono saliti al Cassero per eseguire i prelievi utili a stabilire l’eventuale tossicità dell’aria.
«Escluderemmo l'atto doloso - afferma il comandante della polizia municipale di Serravalle Pistoiese, Claudio Nardi. L'incendio è scoppiato intorno alle 18, quando nella discarica erano ancora presenti diversi dipendenti. Riterrei improbabile che qualcuno possa essere entrato senza essere visto e abbia appiccato un fuoco».
Alle 23 dalla sala operativa dei vigili del fuoco l’aggiornamento parlava di un incendio che avrebbe richiesto gran parte della notte per essere spento. Indispensabile per i pompieri l’uso dell’autoprotezione alle vie respiratorie. In tarda serata è stato fatto arrivare un carro per ricaricare le bombole d’ossigeno. Un’idrovora è stata posizionata sul torrente Stella per attingere l’acqua. Decine e decine le chiamate di cittadini che vedevano la nube di fumo in cielo, ad Agliana come Larciano e Montecatini.
«Anche se questa - commenta Federico Gorbi, consigliere di “Serravalle popolari e riformisti” è una discarica che ospita rifiuti di tipo B (scarti industriali e rifiuti speciali) l’inalazione dei fumi è pericolosa. In più ho saputo che stamani (ieri mattina, ndr) PistoiAmbiente ha presentato una denuncia ai carabinieri dopo aver trovato un varco nella recinzione».
I due fatti sono forse collegati? Le indagini dei prossimi giorni potrebbero chiarirlo.
Intanto i politici locali si muovono. «Abbiamo già preparato - dice Elia Gargini (Forza Italia) un'interrogazione per chiedere le cause dell'incendio, tipi di rifiuti coinvolti e quali siano le misure di sicurezza per tutelare la salute dei cittadini».
«Siamo vivamente preoccupati - sostiene Elena Bardelli (FdI-An) per l'incendio alla discarica del Cassero. Qui vengono smaltiti rifiuti speciali e quindi potenzialmente inquinanti per l'ambiente e dannosi per la salute dei cittadini. Chiediamo al Comune e alle autorità competenti di far presto luce sull'accaduto definendo danni, cause e responsabilità».
(ha collaborato Valentina Vettori)
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