Il Tirreno

Pistoia

Festa in parrocchia per la fine del Ramadan

di Fabio Calamati
Festa in parrocchia per la fine del Ramadan

A Vicofaro martedì 5 luglio incontro con scambio di doni e auguri tra i fedeli locali e i migranti di religione islamica

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PISTOIA. Una festa in parrocchia per la fine del Ramadan, il mese del digiuno per i fedeli dell’Islam. È l’appuntamento già fissato per martedì 5 luglio sera a Vicofaro, comunità parrocchiale che – insieme a Ramini e a Marliana – si è organizzata per ospitare un gruppo di migranti, tra quelli assegnati alla provincia di Pistoia dalla gestione dei flussi a livello regionale. E proprio la presenza di quesi giovani, sette in tutto, sei dei quali di religione islamica, ha spinto il parroco di Vicofaro, don Massimo Biancalani, a promuovere l’organizzazione della festa.

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«Si tratta – spiega il sacerdote – semplicemente di una serata di condivisione con i nostri fratelli migranti, aperta a tutti quelli che vorranno venire. Chiaro che l’iniziativa fa parte dello sforzo di accoglienza che stiamo facendo nei confronti di questi nostri fratelli».

La festa di domani sera prevede, dalle 21,30, un pasto comune con piatti tipici africani e nostrani e inoltre uno scambio di doni, di auguri di pace, testimonianze, canti e balli.

«Io, che pure sono insegnante di religione – puntualizza don Massimo – non sapevo di questa festa alla fine del mese del digiuno che fanno i musulmani. In fin dei conti, è un momento di festa e di condivisione abbastanza simile al nostro Natale. Questo dimostra ancora una volta che popoli e culture apparentemente distanti, poi si possano ritrovare vicini nella pratica di valori condivisi».

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La particolarità dell’avvenimento di martedì 5 luglio è ovviamente che il tutto sia organizzato da una comunità parrocchiale. Ma don Massimo, con molta semplicità, collega l’iniziativa alla presenza dei migranti di fede islamica. E se una comunità parrocchiale come la sua ha fatto la scelta di aprirsi ai migranti, raccogliendo in modo immediato l’invito di papa Francesco, ecco che fare festa con i propri ospiti diventa una cosa quasi ovvia.

E pazienza se ci sarà chi trova l’iniziativa discutibile o peggio: don Biancalani alle polemiche ci è abituato. Le sue prese di posizione a favore dell’accoglienza per gli immigrati gli hanno attirato un mucchio di polemiche sui social network, una presa di distanza da parte del vescovo Tardelli e persino delle aperte minacce da parte di chi non gradisce il suo impegno. Non solo per i migranti, ma anche contro la mafia, per i diritti dei gay e altro ancora.

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Meno ovvio è il fatto che questa iniziativa cada proprio in questi giorni, segnati dall’ ennesima terribile strage terroristica dell’Isis. «Sì - ammette don Biancalani – il momento è drammatico. Ma dobbiamo sempre saper distinguere tra dato religioso e ideologia terroristica, senza mescolare le due cose».

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