Sicurezza
Crisi del mobile, parere favorevole al concordato della MF
Il commissario giudiziale ha dato parere positivo alla proposta dell’azienda di Quarrata specializzata nella produzione di salotti. I dipendenti rientrano nella categoria dei creditori privilegiati
QUARRATA. Il commissario giudiziale, il dottor Francesco Michelotti con studio a Borgo a Buggiano, dopo aver fatto l’esame dei debiti e dei crediti ha espresso un giudizio positivo alla richiesta di concordato preventivo presentato dalla M.F. International srl con sede a Quarrata in via Larga 216/h. La M.F. International si occupa fra l’altro “di produzione di salotti e mobili in genere, nonché il commercio all’ingrosso e al dettaglio di mobili in genere” e il suo capitale sociale ammonta a poco meno di 750.000 euro che è detenuto per il 90% da Fabrizio Mantellassi e per il 10 % da Margherita Bacci.
Nelle conclusioni il dottor Michelotti dichiara che la ricorrente nel presentare la propria proposta di concordato preventivo “ha utilizzato diligenza, precisione e prudenza, tanto da accantonare congrue somme a titolo di Fondo rischi, tuttavia occorre precisare che trattandosi comunque di attività d’impresa tutte queste aspettative e cautele dovranno poi eventualmente resistere ad imprevedibili mutamenti degli scenari economici”.
Fatta questa premessa il commissario giudiziale giustifica anche il perché ritenga che la proposta di concordato preventivo possa essere accettato in quanto “è fattibile sia giuridicamente che economicamente e consente l’integrale pagamento dei creditori prededucibili, dei creditori privilegiati, dei creditori pignoratizi ed il pagamento dei creditori chirografari nella misura del 20% con un surplus” di quasi duecentomila euro.
In particolare il passivo accertato dal dottor Michelotti assomma a 6.845.203 euro, un passivo che è superiore di poco più di 260.000 euro a quello presentato dall’M.F. International che si fermava a 6.477.356 ma la differenza viene ampiamente coperta nell’esame dell’attivo perché la stima fatta dal commissario giudiziale di 2.741.558 è superiore a quella portata dalla ditta ricorrente che nella sua proposta ha riportato un possibile attivo di 2.428.469. Ad un cash flow operativo di 641.558 uguale su entrambi i documenti, le differenze nascono nelle valutazioni dei realizzi per gli immobili (un milione per l’M.F. e 1,4 per il commissario) e dei realizzi complessivi (1.786.911 per la ricorrente e 2,1 milioni per Michelotti).
Sul fronte del passivo stimato le voci più considerevoli riguardano i debiti con le banche in chirografaro che ammontano a oltre 4 milioni e a quelli con i fornitori chirografari che superano il milione di euro. Consistente anche la voce per i debiti verso i dipendenti che sono inquadrati fra i creditori privilegiati per circa 660.000 euro e quindi in questo prospetto verrebbero integralmente risarciti, così come gli artigiani, l’erario, gli agenti, i professionisti e le spese di giustizia.
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