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Pistoia

Maresca, ferriera pronta per l’inaugurazione

Maresca, ferriera pronta per l’inaugurazione

Ad agosto tornerà visitabile. Geri (Provincia): ora servono i fondi per ristrutturare l’interno

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MARESCA. Ad agosto sarà inaugurata la ferriera di Maresca dopo l'ultimazione della ristrutturazione esterna, ed è probabile che in futuro venga data vita alla nuova “Via del ferro” che unirebbe Maresca con Follonica e Stiria in Austria. Ormai mancano solo pochi dettagli e poi il grande evento.

La ferriera di Maresca, di proprietà della famiglia Papini, è un vero fiore all'occhiello per il paese e potrebbe essere un volano di rilancio turistico per tutta la montagna pistoiese. Domenica scorsa la parte ristrutturata dell'edificio è stata oggetto di visita guidata da parte di Manuela Geri, rappresentante della Provincia di Pistoia, l'ente che gestirà in comodato d'uso la struttura per i prossimi 50 anni. Il primo stralcio ha previsto interventi al corpo di fabbricato dove si trovano i magli, è stato rifatto il tetto e alcuni lavori di consolidamento. Il secondo stralcio è inerente sempre ad interventi strutturali su parti di tetto e intonaci di facciata. Anche questa seconda è stata affidata alla ditta edile Diddi Carlo Alberto e la totalità della ristrutturazione ha previsto un costo di 160.000 euro circa, metà con fondi europei e l'altra metà grazie alla Fondazione Caripit. «Adesso la nostra preoccupazione -spiega Manuela Geri, addetta alla ricerca dei fondi- è cercare nuovi contributi per la ristrutturazione dell'interno. Purtroppo non sappiamo dove attingere, e io stessa ho scritto anche al premier Matteo Renzi per partecipare ad un bando che si chiama bellezza.gov. Staremo a vedere». L'edificio, costruito prima del 1400 e attive dalla fine dello stesso secolo XV, è tornato a nuova vita e sarà una perla in più che entrerà a far parte del circuito dell'Ecomuseo. «Addirittura -spiega Geri - mi sto interessando per poter far nascere la “Via del Ferro”, creando una sorta di gemellaggio tra la realtà toscana di Follonica e Stiria in Austria dove si lavorava il ferro come da noi».

Carlo Bardini

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