Il Tirreno

Pistoia

Due giardinieri di Pistoia nell'inferno di Istanbul

Alessandra Tuci
I soccorsi dopo l'attentato a Istanbul
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I soccorsi dopo l'attentato a Istanbul

I dipendenti della ditta Piante Mati erano nell'aeroporto di Ataturk quando ci sono stati gli attentati terroristici, hanno sentito gli spari e le esplosioni

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PISTOIA. Hanno sentito gli spari, le raffiche di mitra proprio vicino a loro. Sono sani e salvi, non hanno neanche un graffio fortunatamente, e dovrebbero ripartire stasera (giovedì 30 giugno) verso le 20.30. I due giardinieri professionisti dell'azienda Mati Piante, all'aeroporto di Istanbul Ataturk per fare scalo, se la sono vista brutta. Ora, però, sempre che riescano a partire e lasciare quell'inferno, non torneranno a casa, ma continueranno il loro viaggio in un paese molto lontano per lavoro. Attimi di terrore che, fortunatamente, non hanno lasciato segni fisici sui due uomini, uno di 53 e l'altro di 55 anni. Sicuramente, però, quegli attimi d'inferno rimarranno nelle loro menti per molto tempo. "Non ci sono grosse novità per adesso -spiega Francesco Mati, titolare dell'omonima azienda e presidente del distretto vivaistico- l'ultima volta li ho sentiti mercoledì 29 giugno alle 22. Stamattina ho provato a mandare loro un messaggio via whatsapp, ma non ho avuto risposta. So che hanno bloccato l'accesso ad internet e anche le comunicazioni telefoniche sono difficili e spesso interrotte". I due giardinieri, abituati a viaggiare spesso per lavoro, sarebbero dovuti ripartire mercoledì sera, ma poi non è stato possibile e i due sono tornati in albergo. Martedì sera, durante i tragici momenti degli attentati, si trovavano già dentro l'aeroporto, mentre il caos si è verificato tra il parcheggio dello stesso scalo e la hall dell'accettazione. "Teoricamente dovrebbero stare fuori dall'Italia per una settimana -continua Mati- tra otto giorni dovrebbero tornare a casa. Purtroppo le informazioni che riusciamo ad avere direttamente da loro sono frammentarie. La cosa importante è che stiano bene e che riescano a ripartire il prima possibile".

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