Il Tirreno

Pistoia

«Nessun pericolo dalle ceneri»

Tommaso Artioli
L'area che sarà impermeabilizzata intorno all'inceneritore di Montale (foto Gori)
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L'area che sarà impermeabilizzata intorno all'inceneritore di Montale (foto Gori)

Franceschi (Cis): le analisi escludono rischi ma l’area intorno all’inceneritore sarà impermeabilizzata

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MONTALE. Un progetto di impermeabilizzazione dei terreni sul lato est dell'impianto di incenerimento di Montale, che nel mese di luglio sarà sottoposto all'approvazione della Conferenza dei servizi e che dovrà essere accompagnato da un piano di monitoraggio della falda acquifera. È il passaggio finale degli interventi relativi all'indagine effettuata sui terreni interessati dalla discarica di ceneri interrate sotto l'impianto di Montale.

«Verifiche - spiega il presidente del Consorzio intercomunale servizi, Edoardo Franceschi – che fin qui hanno portato ad escludere che ci siano stati e ci siano rischi per l'ambiente e per la salute delle persone». Presumibilmente nel prossimo mese di settembre, il definitivo via libera della Conferenza dei servizi che porterà all'attuazione del progetto di impermeabilizzazione dei terreni che si affacciano sulla rotatoria che porta in via Guido Rossa. Lavori di impermeabilizzazione che, una volta assegnati con apposita gara dal Cis, potrebbero cominciare all'inizio del 2017.

L'iter che ha portato all'indagine sugli effetti delle scorie, stoccate sotto l'impianto di via Tobagi tra la fine degli anni'70 e il 1985 e poi riaffiorate durante la ristrutturazione del 2008, era iniziato alla fine del 2013, dopo che nell'aprile precedente il Comitato per la chiusura dell'inceneritore di Montale aveva presentato un esposto in Provincia. In estate seguì l'interrogazione parlamentare di Roberta Angelilli, esponente Pdl, allora vicepresidente del parlamento europeo. In quei mesi la questione, molto discussa, era stata affrontata anche nei consigli comunali.

Nel dicembre 2013, dunque, le amministrazioni di Agliana, Montale e Quarrata, in accordo con la Provincia di Pistoia, danno inizio alle operazioni per la verifica della situazione ambientale dell’area dell’impianto. La Conferenza dei servizi, alla quale partecipano Asl, Arpat e inizialmente la Provincia di Pistoia (poi sostituita dalla Regione Toscana), il 21 agosto 2014, chiede al Cis di presentare il progetto per un Piano di caratterizzazione ai sensi dell’art. 242 del Codice ambientale. Piano di caratterizzazione volto a verificare, appunto, la situazione in essere dal punto di vista ambientale, che viene presentato il 28 novembre dello stesso anno ed approvato dal Comune di Montale nel gennaio 2015 con la prescrizione di ampliare i campionamenti.

Alla fine di marzo 2015 la Conferenza chiede al Cis di effettuare un ulteriore carotaggio con prelievo e analisi del terreno, per capire la composizione del terreno stesso, di cui verranno consegnati i risultati nel luglio 2015. All'inizio di settembre la Conferenza dei servizi approva la relazione con i risultati derivanti dal Piano di caratterizzazione e chiede al Cis l'analisi di rischio sito specifica per la verifica dell'esistenza o meno di rischi di contaminazione, da integrare con i risultati dell'analisi sulla falda acquifera.

Nel dicembre 2015 il Cis consegna i risultati dell'analisi di rischio sito specifica nella quale si propone l'impermeabilizzazione di un'area dell'impianto, già sede dello stoccaggio delle scorie. Approvati lo scorso marzo i risultati dell'analisi di rischio sito specifica e la proposta di impermeabilizzazione dell'area, la Conferenza dei servizi ha chiesto, infine, un piano di monitoraggio della falda che dovrà protrarsi per i prossimi mesi. Circa 80.000 euro l'ammontare dei costi sostenuti finora dal Cis per l''indagine, per la quale erano stati inizialmente preventivati 70.000 euro.

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