Il Tirreno

Pistoia

Vannucci nella cordata per rilevare il Cespevi

Tiziana Gori
Una parte del centro sperimentale per il vivaismo di via Ciliegiole (Foto Gori)
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Una parte del centro sperimentale per il vivaismo di via Ciliegiole (Foto Gori)

Mati (Distretto vivaistico): «Oltre a lui altre aziende interessate al salvataggio del Centro sperimentale

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OIA. Si allarga la cordata per il salvataggio del Cespevi, il Centro sperimentale per il vivaismo. «Vannucci Piante ha dato la propria adesione», informa Francesco Mati, presidente del Distretto vivaistico e a capo del gruppo di imprese che poco più di un mese fa è entrata sulla scena di una partita difficile, molto difficile. Oltre a Vannucci, il più importante imprenditore del settore, un altro pezzo da 90 sarebbe pronto a fare il suo ingresso, insieme a 5-6 aziende di dimensioni più piccole. Se ne parlerà in un incontro in programma la prossima settimana nella sede di Piante Mati, dove Vannucci dovrebbe apporre la propria firma al progetto.

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L’obbiettivo, come ha ricordato più volte Mati «è quello di rilanciare e gestire il Cespevi attraverso progetti che possano renderlo autonomo. Alle sue attuali funzioni di Centro sperimentale, dunque, dovranno essere accostati progetti imprenditoriali che producano redditività, e che lo facciano camminare sulle proprie gambe». Una “macchina” che si autosostenga: da strumento istituzionale a realtà che persegue (anche) utili. Oltre Piante Mati (e a giorni Vannucci) della cordata fanno già parte Flora Toscana, Innocenti Rolando, Romiti Vivai, Rose Barni e Azienda agricola Magazzini Luca. Interessata si è dimostrata anche la Cia (Confederazione italiana agricoltori), che per voce del presidente provinciale Sandro Orlandini ha dato la propria disponibilità a far parte della cordata per il rilancio di un centro di eccellenza come il Cespevi. «Purché - ha affermato in un recente convegno - venga elaborato un business plan sostenibile, affiancato da un modello di governanca meno rigido rispetto a quello formulato».

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L’obbiettivo della cordata Mati è acquisire mediante asta pubblica il 60% delle quote. La percentuale di proprietà della Camera di Commercio è l’80% delle quote totali, mentre il restante 20% è in mano alla Fondazione Caript. «La cessione delle quote - spiega il presidente provinciale della Cciaa, Stefano Morandi - non è una scelta politica, ma una decisione obbligata. La nuova normativa sugli enti pubblici ci chiede di cedere le partecipazioni in società non strategiche». Impossibilitato, nei fatti, a proseguire la propria azione, il consiglio di amministrazione del Cespevi, presieduto dall’agronomo Renato Ferretti, ha rassegnato alcuni mesi fa le proprie dimissioni. Nei giorni scorsi i due soci hanno nominato l’amministratore unico che traghetterà il Centro durante la fase di transizione, nell’attesa del nuovo bando di gara per la seconda asta pubblica. Si tratta del commercialista Alessandro Michelotti.

 

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