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Pistoia

No al gazebo, l’Anpi porta il caso al Prefetto

No al gazebo, l’Anpi porta il caso al Prefetto

Il presidente provinciale Bartoli: incostituzionale il diniego del sindaco Intanto la deputata di Sel Marisa Nicchi presenta un’interrogazione alla Camera

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AGLIANA. Si susseguono le reazioni, dopo l'intervento del sindaco di Agliana, Giacomo Mangoni, che, rispondendo in prima persona alla richiesta dei rappresentanti locali del Comitato per il No al referendum sulla riforma costituzionale “Boschi-Renzi”, ha negato la concessione del suolo pubblico di piazza Gramsci nelle sere di giugno per la raccolta firme.

La vicenda è infatti diventata oggetto di un'interrogazione depositata alla Camera della deputata Marisa Nicchi (Sinistra Italiana – Sinistra Ecologia Libertà) il 22 giugno, mentre l'Associazione nazionale partigiani d'Italia di Pistoia, nella mattina dello stesso giorno, ha sollecitato l'intervento del prefetto di Pistoia su quanto avvenuto con un lettera-esposto firmata dal presidente Aldo Bartoli e dal segretario Marco Leporatti. Il sindaco Mangoni, nella risposta al Comitato, aveva motivato la decisione facendo sapere di ritenere “inopportuna la concessione di suolo pubblico per un'iniziativa politica di parte tendenzialmente divisiva” e “dissonante” rispetto al contesto del Giugno Aglianese.

«Una grave inosservanza dei principi di libertà di espressione, associazione e manifestazione previsti dalla nostra Costituzione, quella di cui si è reso responsabile il sindaco di Agliana», sottolinea l'Anpi provinciale, che ha deciso di chiedere «l'intervento del rappresentante del governo per accertare l'avvenuta violazione e per assicurare il ripristino della legalità costituzionale in quel Comune». Nella lettera inviata al prefetto, il presidente dell'Anpi «ritiene superfluo ribadire che l’utilizzo di spazi pubblici per la raccolta delle firme a sostegno di uno strumento di democrazia diretta, qual è il referendum, non è assolutamente qualificabile come propaganda, perché attività meramente strumentale all’esercizio, da parte della cittadinanza, del diritto-dovere di partecipare alla vita civile del Paese». «Non casualmente - scrive Bartoli - la concessione temporanea di una porzione di suolo pubblico è un atto amministrativo e non politico, dato che il legislatore ha voluto sottrarre alla politica l’arbitrio di decidere a chi assegnare lo spazio pubblico. La scelta del sindaco di opporsi alla concessione di uno spazio molto frequentato, quale quello di piazza Gramsci durante il Giugno Aglianese, per un arco temporale di 30 giorni, adducendo motivazioni tutte politiche e non certo legate a ragioni comprovate di incolumità pubblica e sicurezza, ci inducono a temere che questo sindaco abbia, ci auguriamo temporaneamente, smarrito il senso dei principi condivisi contenuti nella Costituzione, facendo prevalere interessi di parte».

Tommaso Artioli

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