Il Tirreno

Pistoia

Esproprio irregolare, Provincia di Pistoia condannata

di Pasquale Petrella
Gli avvocati che hanno portato avanti la causa, Isabella Mati e Fabio Cannizzaro (Foto Gori)
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Gli avvocati che hanno portato avanti la causa, Isabella Mati e Fabio Cannizzaro (Foto Gori)

L'ente dovrà pagare quasi un milione all’azienda Piante Mati per la variante alla Strada provinciale Montalbano

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PISTOIA. Piove sul bagnato in casa della Provincia di Pistoia. La Corte di Appello di Firenze l’ha condannata a depositare poco meno di novecentomila euro nelle casse del Ministero dell’economia e delle finanze, con aggiunta di interessi e spese legali, nell’ambito del contenzioso con l’azienda vivaistica Piante Mati, per l’espropriazione dei terreni nel tratto Casenuove di Masiano-Ponte Stella nel comune di Serravalle Pistoiese per la realizzazione della variante della strada provinciale Montalbano. Contenzioso iniziato proprio dieci anni fa.

L’opera, ritenuta necessaria dalla Provincia, portava a dividere in due la proprietà dell’azienda agricola Piante Mati. Il decreto di occupazione del terreno con procedura d’urgenza fu emesso nel maggio del 2003 prevedendo l’inizio dei lavori entro sei mesi ed il termine entro massimo trentasei. Allo scadere del termine di pubblica utilità, nel maggio 2006, non fu emesso il provvedimento di trasferimento definitivo della proprietà dei beni e quindi la procedura espropriativa divenne illegittima e l’occupazione diventò senza titolo. Fu a quel punto che i titolari del terreno, ovvero i soci proprietari dell’azienda agricola Piante Mati, che non avevano mai accettato la stima dei terreni fatta dalla Provincia e che - secondo loro - non teneva assolutamente conto del maggior aggravio di costi che l’azienda si era trovata a sostenere dovendo spostare i propri mezzi da una parte all’altra della strada per poter coltivare quel terreno che prima dell’esproprio era un unico appezzamento.

A questo proposito fu datao mandato all’avvocata Isabella Mati di portare avanti al Tribunale amministrativo regionale le istanze dell’azienda per riavere la restituzione del terreno illecitamente occupato dalle opere della Provincia. Ai giudici dello stesso Tar fu chiesto anche un parere sulla congruità dell’indennizzo che si aggirava intorno al mezzo milione di euro. Nel dicembre del 2013 il consiglio provinciale decise di porre rimedio emettendo una delibera per procedere all’acquisizione sanante delle aree in oggetto. Questo mise al riparo la Provincia da una eventuale sentenza del Tar che avrebbe dovuto decidere per la restituzione ai legittimi proprietari. I giudici amministrativi si dichiararono anche incompetenti nel decidere sulla congruità dell’indennizzo proposto dalla Provincia. Così l’azienda Piante Mati decise di procedere con la Corte d’Appello affiancando all’avvocata Isabella Mati anche Fabio Cannizzaro. E nei giorni scorsi i giudici della corte fiorentina hanno accolto le istanze e condannato la Provincia.

«Nella stessa situazione dell’azienda Piante Mati si trovano altri proprietari dei terreni a suo tempo espropriati - tiene a precisare l’avvocato Cannizzaro - Gli indennizzi proposti potrebbero non essere stati adeguati. Anche per loro questa sentenza della Corte d’Appello di Firenze fa giurisprudenza e, volendo, potrebbero chiedere la differenza fra quanto ricevuto e quanto invece avrebbero avuto diritto a ricevere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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