Il Tirreno

Pistoia

Clima rovente dentro il Pd di Pistoia: scontro Baldi-Giovannelli

di Fabio Calamati
Clima rovente dentro il Pd di Pistoia: scontro Baldi-Giovannelli

Il consigliere regionale attacca il partito pistoiese: qui serve un cambio di passo Il segretario: attenti al correntismo sfrenato, rischiamo lo scontro permanente

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PISTOIA. Se dovesse piovere di quel che tuona, il confronto politico all’interno del Pd locale di qui all’appuntamento elettorale del prossimo anno – con il ballo Palazzo di Giano – sarà di una durezza inusitata.

Sotto le insegne del partito di maggioranza, infatti, si scontrano due schieramenti: quello che fa capo al segretario nazionale e presidente del consiglio Matteo Renzi e che ha da poco sancito il controllo della maggioranza del partito a livello provinciale, schieramento che vede il consigliere regionale Massimo Baldi come l’esponente più deciso; e quello, sicuramente minoritario al momento, che si riconosce nel sindaco Samuele Bertinelli e nel gruppo a lui più vicino (la vicesindaco Daniela Belliti, il capogruppo in consiglio comunale Giovanni Sarteschi, il segretario comunale Alessandro Giovannelli).

Bertinelli non ha mai nascosto la sua distanza politica da Renzi e gli “aficionados” del presidente del consiglio lo ripagano con attacchi frequenti, in attesa di una possibile candidatura alternativa a un Bertinelli-bis il prossimo anno.

Le ultime scintille roventi le ha prodotte l’analisi del voto amministrativo. E a un Massimo Baldi che – sulla sua pagina Facebook – sosteneva che si era rottamato non troppo ma troppo poco, risponde il segretario comunale Alessandro Giovannelli, che invoca invece “un bel bagno di umiltà” del gruppo dirigente Pd, partito che gli appare “affetto da un correntismo sfrenato e patologico”, che rischia di diventare “una sorta di confederazione di camarille”.

Il primo ad uscire, come detto, è stato Massimo Baldi. “I risultati sono evidentemente insoddisfacenti rispetto alle aspettative – ha scritto sulla sua pagina Facebook – il fatto principale, a mio avviso, è questo: 2 anni fa il Pd a nuova guida Renzi faceva il Pd senza paura e mediazioni, introducendo innovazione e speranza nella politica italiana e Toscana. Ieri (domenica 19 giugno, ndr), nonostante i risultati eccellenti del governo nazionale e di gran parte delle amministrazioni locali, questo messaggio non è passato. Addirittura siamo riusciti a far passare come innovatori soggetti che propongono ricette antiche come il pubblico a ogni costo, un welfare state assistenzialistico e un ambientalismo ingenuo fatto soltanto di no”.

Poi, rispondendo alle domande de “La Nazione”, ha aggiunto che “Nel Comune di Pistoia il partito avrebbe bisogno di un cambio di passo” e che “al momento abbiamo un’organizzazione che da mesi non fa politica”.

Nel suo intervento, Giovannelli disegna una analisi opposta a quella di Baldi: il voto, a parte Milano, è stato molto negativo ed occorrerebbe autocritica da parte dei dirigenti, cosa che non si è sentita. “Ma si sa, le sconfitte... spesso sono orfane. E ai cittadini pistoiesi tocca pure sorbirsi letture del voto che si accompagnano, incredibilmente, all’oramai noioso ripetersi di gratuiti attacchi all’amministrazione comunale del Pd e al partito locale”.

Giovannelli vede il rischio che il Pd si trasformi “in un campo di battaglia permanente” e ricorda l’invito del segretario regionale Parrini a non alzare il livello dello scontro interno. “E qualcuno, anche qui a Pistoia – è la conclusione dello scritto – farebbe bene a prenderne nota e a ricordare che la politica, quella con la “P” maiuscola, non è la fiera delle vanità né, tantomeno, la valvola di sfogo di chi intenda promuovere sé stesso”.

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