Il Tirreno

Pistoia

Blues senza bancarelle? L’incognita del mercatino

Valentina Vettori
Il mercatino ambulante al festival blues (foto Lorenzo Gori)
◗
Il mercatino ambulante al festival blues (foto Lorenzo Gori)

Nessun bando per gli ambulanti è stato pubblicato sinora da Palazzo di Giano

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Mentre il cartellone musicale della trentasettesima edizione del Pistoia Blues è noto ormai da mesi, e gli eventi a corollario del festival stanno prendendo corpo ad uno ad uno, resta una grande incognita: quella del mercatino, uno dei simboli del Blues pistoiese di qualche anno fa. Amato da tanti, soprattutto i più giovani, perché ci si poteva trovare di tutto, dagli accessori etnici ai gadget per appassionati della musica, dai manufatti artigianali delle più diverse specie a capi d’abbigliamento a basso prezzo. Ma spesso, proprio per questa eterogeneità di offerta, al centro di polemiche tra associazioni di commercianti e amministrazione comunale.

L’unica cosa certa, al momento, è che per questa trentasettesima edizione del festival non sarà ripetuta l’esperienza dello scorso anno. Il bando per l’assegnazione degli spazi ai commercianti ambulanti per il 2016, infatti, non è stato ancora pubblicato.

Cancellata quindi la formula della “Fiera promozionale” 2015 - dove nelle intenzioni dell’amministrazione c’era quella di promuovere luoghi, prodotti tipici e artigianato del territorio - e accantonato anche, dal 2013, lo storico mercatino del Blues con bancarelle di ogni tipo lungo via Roma, via Cavour e via Curtatone e Montanara, resta il dubbio di cosa sarà organizzato per animare, dal punto di vista commerciale, vie e piazze del centro storico in questo luglio 2016. L’esperimento dello scorso anno, segnato dalle polemiche per lo “snaturamento” dello spirito del mercato del Blues, vide la partecipazione di solo 39 banchi in piazza Spirito Santo, che lasciarono completamente vuote le altre due location individuate dal Comune, cioè piazza San Francesco e via Curtatone e Montanara. Nel 2014, invece, furono 102 gli ambulanti, dislocati in piazza San Francesco, piazza Spirito Santo e piazza San Bartolomeo, ma in quell’occasione a protestare furono gli stessi commercianti che accusavano l’amministrazione di una cattiva logistica che li lasciava ai margini della manifestazione. Ancora da chiarire, dunque, se l’amministrazione opterà per una formula completamente rinnovata del mercatino, anche se i tempi ormai cominciano a stringersi, o se, invece, il Blues 2016 sarà del tutto privato di uno dei suoi simboli.

Nel frattempo, anche le associazioni di categoria dei commercianti, come Confesercenti e Confartigianato, confermano di non aver avutonotizie in merito. Quel che è certo, è che anche per questo anno si profila un Pistoia Blues in linea con l’idea del “festival diffuso”, promosso da Palazzo di Giano fin dal 2013. A corollario degli otto concerti di piazza del Duomo ci saranno, per l’intero mese di luglio, performance musicali gratuite dislocate per le vie del centro, eventi sportivi, artisti di strada e le serate di dj-set dopo i concerti. Per un festival aperto a tutti, e che incarna uno spirito più in linea con gli aspetti culturali della città. Con buona pace di chi, invece, resta ancora attaccato al ricordo del mercatino del Pistoia Blues.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web