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Pistoia

Lara e Ares, storia di un’amicizia che batte la sfortuna

Lara e Ares, storia di un’amicizia che batte la sfortuna

La lupetta ferita dai bracconieri a Santomato ha recuperato in pieno dopo l’operazione e ha trovato un compagno

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PISTOIA. Un giaccone gettato sopra il manto di peli arruffato, e la cucciola di lupo era finita tra le braccia di Lara Uccini. Le era stato dato il nome della ragazza che l’aveva vista qualche giorno prima, stremata e debilitata, sulle colline sopra Santomato, e che insieme a Francesca Ciuti e alla cooperativa Dream Italia l’ha salvata da morte certa.

Una storia che aveva commosso la città quella di Lara, la lupetta recuperata a metà novembre a Santomato. Gravemente ferita dai bracconieri, era stata portata al Centro recupero fauna selvatica Monte Adone, a Sasso Marconi. Si pensava che non avrebbe più camminato bene, perché uno dei dieci pallini di piombo si era conficcato tra la sesta e la settima vertebra lombare, creando un danno neurologico con la conseguente difficoltà, per il cucciolo di sei mesi, di muovere le zampe posteriori. Invece l’operazione ha avuto esito positivo. Dopo un periodo di adattamento in recinti confinanti i responsabili del Centro l’hanno avvicinata ad Ares. Nell’area di riabilitazione del Centro di Sasso Marconi, i due ibridi di lupo hanno ripreso a giocare. Anche Ares, lupo molisano di due anni, ha una storia difficile alle spalle. È stato trovato in un sacchetto di plastica gettato in una discarica. Due mesi dopo è stato affidato dal Corpo forestale al Centro Monte Adone e accolto nell’area lupo “Just freeedom”.

A fine novembre è arrivata Lara, sottoposta a un delicato intervento chirurgico alla colonna vertebrale all’ospedale veterinario San Michele di Lodi. Un intervento che non offriva certezze su un pieno recupero. «Sono state donate - racconta Elisa Berti, una delle responsabili del Centro - cellule staminali da un boxer per fare un trapianto. Al di là di ogni aspettativa dopo un mese dall’intervento Lara è tornata a correre». E Ares è diventato suo inseparabile amico. Entrambi i lupi sono risultati ibridi agli esami genetici. «Ma di seconda o terza generazione nel caso di Lara» spiega Francesca Ciuti, della cooperativa Castanea, responsabile del progetto di ricerca e monitoraggio del lupo in provincia di Pistoia .

Sui lupi ibridi, sostengono Ciuti e Berti, c’è un’impasse normativa da colmare. «Purtroppo - spiega Elisa Berti - disposizioni delle loro regioni di provenienza non ne consentono il ritorno in natura». Tutte le regioni raccomandano la sterilizzazione, e infatti entrambi gli animali sono già stati operati, ma mentre l’Emilia consente, dopo l’operazione, il ritorno in natura, non è così per la Toscana, regione di provenienza di Lara, e per Ares.

«Tutte le regioni raccomandano la sterilizzazione – dice Berti – e infatti entrambi gli animali sono già stati operati. Ad oggi solo in Emilia Romagna è attivo il progetto “Life Mirco lupo” che prevede anche tra le sue attività il rilascio e il monitoraggio di individui ibridi sterilizzati, possibilità non prevista quindi per le altre Regioni.

«Il Centro Monte Adone - conclude Berti - ha scelto di accogliere per sempre Lara e Ares in un’area immersa nel bosco, lontana dall’uomo, garantendogli una vita nel pieno rispetto della loro natura selvatica».

Tiziana Gori

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