Italia
Stipendi a singhiozzo per gli ex Lime
Anche la mensilità di maggio per il momento è saltata. E la rabbia tra i 24 lavoratori aumenta
CAMPO TIZZORO. Gli operai della ex Lime di Campo Tizzoro continuano a non riscuotere gli stipendi con puntualità. Anche l'ultima mensilità di maggio è saltata.
Rispetto ai mesi passati, però, questa volta c'è stata una differenza sostanziale. Già dalla fine della scorsa settimana sono stati avvisati che il giorno 20 giugno non avrebbero riscosso. La rabbia tra i 24 operai si taglia a fette. Magari da alcuni di loro i ritardi, anche se non giustificati, possono essere tollerati con più tranquillità, ma per altri anche un semplice giorno incide gravemente sui bilanci familiari. Ma quello che fa più paura agli operai stessi ed ai sindacati è la mancata presentazione – almeno finora – di un vero piano industriale da parte della Lime Italy Spa, azienda che ha acquistato lo stabilimento dalla Lime Kme.
«Ci risiamo un'altra volta- spiegano i membri della Rsu e Mauro Rossi del sindacato Fiom di Lucca- Nonostante le rassicuranti parole della direzione aziendale nell'ultima riunione, siamo arrivati al 20 del mese e purtroppo non c'è segno dello stipendio sul conto corrente. Il principale motivo che la direzione ci ripete da tempo è sempre il solito. Finché la Kme non stacca il bonifico a Lime Italy non si possono pagare le retribuzioni ai dipendenti».
«A questo punto ci chiediamo - continuano i responsabili sindacali-perchè Kme ci ha venduto? Non poteva, se solo avesse voluto, avere libero il capannone di Campo Tizzoro per affittarlo o venderlo e spostarci in uno dei tanti siti liberi a Fornaci di Barga e tenerci sempre nel Gruppo Kme? In fin dei conti, rispetto ai dipendenti del Gruppo Kme a Fornaci di Barga saremmo stati solo il 4% in più circa da gestire e pensiamo che questo non sarebbe stato un grosso problema».
Ricordiamo che a Fornaci di Barga sono stati spostati solo gli uffici e che l'officina vera e propria con i suoi macchinari è ancora a Campo Tizzoro.
E poi il piano industriale. «Ora invece ci troviamo-afferma l'Rsu-in grosse difficoltà, con un piano industriale ancora da capire, con una futura officina che ci penalizzerà in quanto è meno della metà come superficie di quella attuale campotizzorina e con una viabilità interna e attrezzature di movimentazione ridottissime».
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