Finanza
Sorpresi a uccidere e rubare caprette: "L'ho bloccato mentre aspettavo i carabinieri, temevo per mia figlia"
Pistoia: il proprietario della capretta uccisa alla Ferruccia racconta come ha fermato uno dei tre ladri domenica sera
AGLIANA. «Uno ha tentato di scavalcare la rete del campo, l’ho bloccato mentre mia moglie chiamava i carabinieri. Guardavo mia figlia di 11 anni, che era lì nella strada, impaurita. Prima di tutto - racconta Dimitri Branchetti, 51 anni, commerciante - ho pensato a lei, non avevo ancora visto la capretta morta accanto alla siepe». Bianca e Viola erano coccolate da tutto il paese. Alla Ferruccia di Agliana, gironzolavano nel campo della famiglia Bonacchi da cinque anni, e i bambini si fermavano spesso a dargli da mangiare. Fiduciose, prendevano fiocchi di fieno e orzo dalle mani.
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Deve aver fatto così anche domenica 19 giugno, Viola, la più grossa delle due. Si è fidata di quelle mani che le hanno allungato sul palmo cibo preso dal bidone all’interno del recinto e si è avvicinata. I tre ladri, di nazionalità cinese, le hanno stretto un laccio intorno al collo. È morta per soffocamento, mentre i cani della famiglia Bonacchi, al primo piano della casa di via Castel del Fabbro, abbaiavano furiosamente. «Non gli ho dato peso sul momento - commenta Susy Bonacchi, la proprietaria delle due caprette - Questa è una zona tranquilla, non era mai successo niente». Invece i tre avevano adocchiato Bianca e Viola. Un giovane che abita in zona li aveva visti un’ora prima alla cabina dell’Enel, dall’altra parte della strada, all’incrocio con via Branaccia e via Carbolinga. E nel sacco in cui avevano tentato di rinchiudere Viola, Dimitri Branchetti ha trovato guanti e pinzette. «Sapevano quello che volevano».
Non lo sapevano invece lui e la moglie, Betty Bonacchi, sorella di Susy. Sono rientrati intorno alle dieci di domenica sera dopo aver chiuso la lavanderia di Betty, a Quarrata. «Abbiamo parcheggiato l’auto - racconta la donna - e ci siamo accorti di un uomo che correva versa via Branaccia. Non immaginavo volessero rubare le capre. Il primo pensiero è andato ai miei genitori, avevo paura che fossero entrati in casa e gli avessero fatto del male. Poi abbiamo visto il cancello del campo aperto. Un altro cinese è scappato all’esterno ed è corso verso la corte di case in fondo alla via (chiamato “Il fabbro”, ndr), mentre un terzo ha cercato di scavalcare la recinzione che dà sulla strada». Con lo sguardo alla figlia, e il pensiero che se avevano rubato in casa e fatto del male ai genitori era necessario bloccare il malvivente rimasto, Branchetti ha circondato con le braccia il terzo uomo. «Scalciava, ha cercato di colpirmi. Non ce l’aveva fatta a superare la rete, che è alta più di due metri».
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«Non mi ero accorta di Viola - prosegue Betty Branchetti - L’ho vista poco dopo, mentre stavamo aspettando l’arrivo dei carabinieri. Ho detto a Dimitri che mancava una capra e ho fatto luce con il cellulare. Era distesa accanto alla siepe, con gli occhi sbarrati. Non sapevo come l’avevano uccisa, ma volevano portarla via. Aveva le zampe posteriori dentro un sacco». «Mio nipote Francesco - racconta Siriano Bargiacchi, che ha una tessitura di fronte al campo e abita nella corte del Fabbro - è entrato urlando in casa: “Nonno, nonno, hanno ammazzato una delle capre dei Bonacchi. Sono lì fuori”. Ho preso un bastone di legno e sono uscito». La moglie di Bargiacchi aveva visto scappare uno dei cinesi: «Che ci fai tu qui?», gli aveva chiesto. E lui: «Niente, niente, non è successo nulla». Non si è accorto della viuzza laterale, e non ha trovato di meglio che nascondersi dietro una macchina, ma i residenti l’hanno indicato ai carabinieri, sopraggiunti nel frattempo. Non ha opposto resistenza. I due uomini arrestati sono entrambi cinesi, di 42 e 52 anni, senza fissa dimora. Quello catturato da Branchetti è salito sulla gazzella dei militari e dopo qualche istante è stato colpito da malore. Un’ambulanza lo ha portato al Pronto soccorso del San Jacopo, dove i sanitari hanno riscontrato una situazione di etilismo acuto. Sono stati entrambi trasferiti nel carcere di Prato con l’accusa di tentato furto aggravato, rapina impropria e uccisione di animali.
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