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Comitato no referendum negato il banchetto: «Atto politico grave»

AGLIANA. Avevano chiesto di poter mettere un banchetto in piazza Gramsci ad Agliana per la raccolta firme, ma il sindaco non ha concesso il suolo pubblico. Il comitato per il “no” al referendum di...

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AGLIANA. Avevano chiesto di poter mettere un banchetto in piazza Gramsci ad Agliana per la raccolta firme, ma il sindaco non ha concesso il suolo pubblico. Il comitato per il “no” al referendum di Agliana ha visto così respingere la propria richiesta per tutto il mese di giugno, periodo in cui i luoghi centrali del paese sono interessati dagli eventi del Giugno Aglianese.

A rispondere alla richiesta formalizzata dal comitato nei giorni successivi al 20 di maggio è stato, con una lettera datata 14 giugno, il sindaco in prima persona e non, come avviene solitamente in questi casi, la comandante della polizia municipale, che aveva risposto positivamente alla richiesta avanzata dal comitato per il suolo di piazza Bellucci. «Inopportuna – secondo il sindaco Giacomo Mangoni – la concessione del suolo pubblico per un'iniziativa politica di parte tendenzialmente divisiva».

Sindaco che ha chiarito, inoltre, che gli stessi spazi non verranno concessi nemmeno ai comitati per il “si”. «Le manifestazioni del Giugno Aglianese – scrive Mangoni nella risposta al comitato per il “no” - hanno fra le proprie finalità quelle di offrire momenti di svago, di incentivare le relazioni personali e rinsaldare l'identità territoriale dei cittadini. L'iniziativa proposta appare perciò dissonante dal contesto e dagli obiettivi sopracitati che questa amministrazione si è posta». Ma il comitato per il “no”, coordinato dall'ex sindaco di Agliana Eleanna Ciampolini, non ci sta e replica a Mangoni con una lettera (inoltrata anche al prefetto di Pistoia). Comitato che si riserva, inoltre, di valutate anche altre iniziative. Una risposta «grave in quanto tale e nelle motivazioni», quella del sindaco Mangoni, secondo i rappresentati del comitato per il “no”. «La raccolta firme – si legge nella lettera - è attività funzionale all'esercizio di un diritto politico: esprime la libera opinione di chi desidera che il procedimento di revisione costituzionale venga sottoposto al vaglio della volontà popolare, ma suggella il procedimento stesso. L'esercizio di un diritto politico costituzionale non è un'iniziativa politica di parte, ciò non può far degradare il diritto al di sotto delle intenzioni folkloristiche dell'amministrazione». (t.a.)

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