Toscana
Una marescana nel film di Virzì
Monica Anzidei: “La pazza gioia”, esperienza faticosa e bellissima. Lui? Un buono
MARESCA. «Un esperienza faticosa ma bellissima anche perché Paolo Virzi è un buono». C'è anche un po' di Maresca nell'ultimo lavoro cinematografico di Paolo Virzì "La pazza gioia". Una delle comparse, infatti, è Monica Anzidei che abita a Maresca con la madre.
Monica, che frequenta il centro "Parco Verde" degli Olmi, è stata scelta tra tante, lei ed una sua amica pistoiese, l'anno scorso, verso la fine di maggio direttamente dal vice regista. «È venuto al centro - racconta Monica - e ha fatto un'intervista, scegliendo poi me e un'amica di Pistoia». Nel suo piccolo Moinica Anzidei è avvezza al palcoscenico, perché in un altro centro, il "Centro Desii" fa attività teatrale. «Il gruppo teatrale che frequentosi chiama la "Fabbrica delle emozioni" e ho partecipato a diverse recite. Il teatro mi piace».
Una volta scelta nel ruolo della comparsa, per Monica comincia una nuova avventura, senz'altro così bella che per tutta la vita le rimarrà nel cuore. Quando ci racconta la sua esperienza nel magico mondo del cinema alla signora di Maresca brillano gli occhi e la felicità di essere vista da milioni di spettatori la gratifica e la riempie di soddisfazione. In effetti guardando il film Monica Anzidei la si vede fin quasi dall'inizio e in molti altri momenti della ripresa la sua persona è riconoscibile, anche se sostanzialmente sono due le scene principali. «Sono stata diversi giorni a Roma -racconta la "novella attrice" locale - e le riprese sono state molto faticose, molte ore sotto il sole. Anche se ho fatto solo la comparsa, dovevo stare tutto il giorno sul set, dalle prime ore del mattino al tardo pomeriggio. Però è stata una bellissima esperienza e Paolo Virzì è una persona molto buona e tanto affabile». In questi giorni Monica è stata ricontattata dall'aiuto regista per un backstage documentario a Borgo a Buggiano per un'intervista e se tutto va bene, è probabile che il lavoro venga presentato a Venezia.
Carlo Bardini
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