Il dolore
La compagna è incinta lui non lo accetta e la riempie di botte
Coppia senza casa né lavoro litiga fuori dalla mensa Caritas L’uomo, 34 anni, viene arrestato, la donna di 37 è ricoverata
PISTOIA. Hanno iniziato a litigare mentre stavano mangiando alla mensa della Caritas, in via del Nemoreto. Poi la discussione è degenerata una volta usciti per strada. L’uomo ha aggredito la compagna con dei pugni all’addome e al ventre, nonostante fosse incinta di sei mesi. O molto probabilmente proprio per quello, come hanno ricostruito i carabinieri del Norm chiamati subito sul posto dal personale della mensa, non appena gli operatori si sono accorsi che il litigio si era trasformato in vera e propria aggressione e poteva mettersi al peggio.
Lui 34 anni di origine milanese, lei di tre anni più anziana, sulla cui provenienza gli inquirenti preferiscono mantenere il riserbo. Entrambi senza fissa dimora e senza lavoro: un piccolo dramma consumato in un contesto di indigenza e degrado.
L’uomo è stato arrestato e si trova nella camera di sicurezza della caserma dei carabinieri di Pistoia in viale Italia, in attesa della convalida dell’arresto da parte dell’autorità giudiziaria. Lei è stata accompagnata all’ospedale per accertamenti, frastornata e dolorante, soprattutto all’addome. I primi responsi medici all’ospedale San Jacopo sembrano scongiurare rischi per la prosecuzione della gravidanza. Adesso, dovrà essere monitorata per qualche giorno la salute del feto.
È stata subito accertata la dinamica dell’aggressione. Come detto, vittima ed aggressore, che sono insieme da qualche tempo, sono entrambi senza fissa dimora e non hanno alcuna occupazione. Inoltre, entrambi hanno avuto a che fare con la giustizia e i precedenti dell’uomo – secondo le forze dell’ordine – mettono in luce una notevole aggressività.
Una decina di giorni fa mentre la coppia nelle sue peregrinazioni si trovava a Firenze, era avvenuto un analogo episodio anche se di minore gravità e l’uomo, che aveva malmenato la compagna, era stato denunciato in stato di libertà.
Nell’episodio di ieri il motivo scatenante della violenza potrebbe essere stato proprio lo stato di gravidanza della compagna, che non sarebbe accettato dall’uomo. Per la trentasettenne vittima è stata subito avviata la procedura del “protocollo rosa”. È molto probabile che la donna, una volta dimessa, venga accompagnata in un percorso di assistenza che prevede anche la sistemazione in una casa famiglia dedicata alle donne che hanno subito maltrattamenti.
L’episodio è stato subito gestito con fermezza dal personale della mensa Don Siro Butelli della Caritas, non proprio abituato, ma che si è trovato altre volte di fronte a situazioni “border line”.
«Episodi così cruenti è tanto che non capitavano - dice Sara Lupi - e da questo punto di vista è stata un’eccezione. Qui accogliamo fino a 120 persone al giorno e, vivaddio, la maggior parte sono tranquille nonostante lo stato di indigenza. Certo è un luogo di sofferenza e marginalità, ma frequentato comunque da tante belle persone».
«Abbiamo, inoltre, una stretta collaborazione con le forze dell’ordine - prosegue l’operatrice della Caritas - alle quali segnaliamo i comportamenti che possono degenerare e creare tensioni, anche per cercare di salvaguardare il buon clima di tranquillità che regna di solito tra gli ospiti».
Francesco Albonetti
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