Il Tirreno

Pistoia

Sono 22 i dipendenti Asl sospesi dal servizio

Sono 22 i dipendenti Asl sospesi dal servizio

Attese aggirate senza pagare il ticket, in centinaia hanno l’accesso al portale aziendale. E l’indagine interna continua

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PISTOIA. Sono 22 i dipendenti “infedeli” dell’Asl pistoiese, sospesi dal servizio e denunciati all’autorità giudiziaria per aver prenotato esami, per sé o per i parenti, saltando le famigerate liste d’attesa e non pagando il ticket previsto per quelle prestazioni. Ma l’indagine interna dell’ufficio trasparenza e anti-corruzione prosegue ed è probabile che saltino fuori altri casi.

Forse nemmeno pochi, se è vero quello che sostengono voci interne all’ambiente ospedaliero, cioé che il giochino con le prenotazioni on line, per coloro che sono accreditati ad entrare nel portale aziendale, non è una novità scoppiata negli ultimi mesi, ma andava avanti da tempo, forse addirittura da anni.

Delle migliaia di dipendenti dell’Asl disseminati fra le strutture ospedaliere e quelle territoriali, sono in tanti ad avere l’accesso alle prenotazioni, in quanto hanno a che fare a diverso titolo con esami e cartelle cliniche. Il numero sembra però circoscritto agli esami di laboratorio, come quelli del sangue o delle urine per capirsi. Lo tiene a sottolineare l’azienda, sia perché dei casi già esaminati neppure uno riguarda prestazioni radiodiagnostiche, tipo le tac o le risonanze magnetiche. Ma soprattutto perché l’accesso alle prenotazioni per questo tipo di esami più complessi è molto più limitato. In altre parole, sono molti meno i dipendenti in possesso di password e credenziali per accedere al portale delle prenotazioni per esami diversi e più complessi rispetto a quelli più comuni di laboratorio. Questa precisazione dell’Asl sembra importante, perché, come è noto, i tempi di attesa per una tac o una risonanza o una moc, sono in genere più lunghi rispetto a un semplice esame del sangue; ed anche il ticket è più caro. Considerazione che rende il peccato dei “furbetti” appena più veniale, di minore impatto nei confronti dei pazienti alle prese con attese lunghissime, ma non li giustifica né rende meno grave il loro comportamento.

In attesa che la procura apra un’inchiesta, le denunce penali nei confronti dei ventiduee dipendenti sono già state spedite in questi giorni. La giustizia penale farà il suo corso lento, ma nel frattempo quella amministrativa ha prodotto i primi risultati con l’avvio dei primi provvedimenti disciplinari nei confronti dei medici e infermieri coinvolti nei casi già accertati, tutti avvenuti fra i mesi di marzo e aprile. Il più grave, come detto, è la sospensione temporanea dal servizio, che non significa ancora licenziamento. Ma è stata anche comminata una sanzione pari all’importo del ticket evaso.

Cifra piccola, se si tratta di un esame solo, ma che cresce se gli esami prenotati saltando il ticket dovuto sono stati di più.

Francesco Albonetti

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