Sicurezza
La maestra decide di non rispondere davanti al giudice
La donna è stata posta agli arresti domiciliari venerdì 10 giugno con l’accusa di maltrattamenti sui bimbi di una materna
PISTOIA. L’interrogatorio davanti al giudice delle indagini preliminari è durato pochi minuti. Giusto il tempo di formalizzare la decisione della maestra che si è avvalsa della facoltà di non rispondere.
La maestra di 57 anni è stata posta agli arresti domiciliari venerdì scorso con l’accusa di maltrattamenti verso minori, reato commesso in una scuola materna statale.
La donna è arrivata la mattina di lunedì 13 giugno in Tribunale accompagnata dal suo avvocato, Venusia Ducci. Una volta nell’aula del giudice ha avuto il tempo di ascoltare le accuse che le venivano rivolte e, alla domanda se aveva intenzione di rispondere, ha espresso la propria volontà di avvalersi della facoltà di non farlo.
Chiuso il verbale, il ritorno a casa della madre in un comune della Provincia, dove ha chiesto di essere posta agli arresti domiciliari per poterla assistere visto che sarebbe gravemente malata. Una decisione, quella di non rispondere al giudice, che sotto il profilo processuale è abbastanza comprensibile e che molto probabilmente è stata presa di comune accordo con l’avvocato difensore. Una strategia per prender tempo e valutare le prove in mano all’accusa che ieri in gran parte sono state presentate al giudice e quindi anche alla difesa. Prove che si basano sui filmati registrati dai carabinieri a cominciare da dicembre e fino a maggio scorso quando il sostituto procuratore della Repubblica Claudio Curreli ha deciso che c’erano elementi sufficienti per chiedere al giudice delle indagini preliminari, Patrizia Martucci, il provvedimento restrittivo.
L’inchiesta aveva preso il via nello scorso dicembre dopo che vari genitori avevano presentato denuncia ai carabinieri per aver notato un «disagio crescente nei loro figli, che cominciavano ad avere seri problemi ad andare a scuola». I genitori si sono confrontati fra di loro per capire se erano solo i propri figli ad avere problemi oppure se fosse qualcosa di più generale. E, constatato che più di loro aveva registrato dai loro figlioletti lo stesso disagio, hanno deciso di fare denuncia. I carabinieri, vestiti da tecnici per la manutenzione dei pannelli solari, hanno potuto installare le telecamere nei locali della scuola materna e così, registrazione dopo registrazione, sarebbe emersa – secondo il sostituto procuratore Claudio Curreli – la condotta della maestra ritenuta penalmente rilevante per minacce, insulti e vessazioni fisiche nei confronti dei bambini a lei affidati.
Sul fronte della difesa, l’avvocata Venusia Ducci, si era detta fin da subito contraria alla misura restrittiva «dovuta ad una interpretazione esasperata rispetto al reale» e già oggi potrebbe presentare istanza per la revoca degli arresti domiciliari al Tribunale della Libertà.
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