Sicurezza
Bottigliate al luna park, ferito un giovane
L’episodio domenica sera: 40 giorni di prognosi per un ragazzo di 17 anni. Arrestato l’aggressore, residente a Prato
AGLIANA. Una parola di troppo, forse una sfida di abilità. Qualche spintone, sguardi intimidatori. Poi la minaccia: «ti ammazzo». Ma il gruppone non ci fa tanto caso, si disperde e tutto finisce lì. E invece dopo qualche minuto scatta l’aggressione, arriva il sangue. E così domenica sera, tra le 23,30 e mezzanotte, sale la paura al luna park di Agliana, nella zona commerciale di via Berlinguer.
Un 23enne di origini marocchine con piccoli precedenti a suo carico, domiciliato a Prato ma di fatto senza fissa dimora, sferra un fendente con una bottiglia rotta. Sorprende alle spalle un giovane aglianese di 17 anni, che viene colpito al collo, a un braccio e all’addome. Esce copioso il sangue. La vittima è soccorsa da un’ambulanza della Misericordia di Agliana e trasportata all’ospedale San Jacopo di Pistoia: in pericolo di vita, il ragazzo è stato sottoposto a un’operazione chirurgica perché la ferita inferta al collo ha interessato una zona particolarmente delicata nella quale vi sono tendini, muscoli e arterie che sarebbero stati lesionati. Alla fine per lui la prognosi è di 40 giorni, e resterà in osservazione al nosocomio cittadino.
Discorso diverso per l’aggressore, che si è dileguato a piedi dalla zona del luna park facendo perdere inizialmente le sue tracce. I carabinieri del Norm e della stazione di Pistoia prima lo hanno prima raggiunto telefonicamente per convincerlo a desistere dal suo atteggiamento, quindi sono riusciti a rintracciarlo dopo l'una e mezzo nella notte di ieri nella zona di Galciana, a Prato. Il giovane, che si è consegnato senza opporre alcuna resistenza, è stato sottoposto al fermo di polizia giudiziaria con l'accusa di tentato omicidio, ed è stato trasferito nel carcere di Prato a disposizione dell'autorità giudiziaria che lo interrogherà nei prossimi giorni.
L’episodio è avvenuto vicino all’attrazione del “Tagadà”. E sono stati proprio i titolari della giostra ad avvertire il 118. «C’erano molti giovani e tanta confusione - dicono Alessia Berti e Flavio Moruzzi - abbiamo avuto paura e ci dispiace per ciò che è successo. I nostri dipendenti si sono accorti subito dell’aggressione e hanno soccorso il 17enne che si era seduto barcollante sugli scalini della nostra attrazione. Gli abbiamo tamponato il sangue, stava per perdere i sensi, e abbiamo chiamato l’ambulanza, che di solito comunque staziona sempre all’ingresso del luna park. Poi sono arrivati anche i carabinieri. Questi ragazzi coinvolti non erano comunque sul Tagadà, ma si trovavano tra il piazzale e la nostra pedana. Noi alle piccole risse siamo piuttosto abituati, ma non certo ad episodi del genere. Siamo stati male tutta la notte».
Dai primi accertamenti svolti dalle forze dell’ordine il fatto sarebbe tra l’altro scaturito per futili motivi, da un banale diverbio per qualche reciproco spintone di troppo scambiato durante la serata sulle varie giostre del luna park. Al termine di un giro su qualche attrazione, il 23enne ha affrontato il ragazzo di 17 anni ma i contendenti sarebbero stati subito divisi dagli altri ragazzi presenti. La questione pareva a quel punto chiusa, anche se sarebbero partite delle minacce, alle quali i giovani non hanno dato peso, perché considerate frutto della rabbia e della concitazione del momento. Nessuno si immaginava l’epilogo nel sangue: con il ragazzo di origini marocchine che, dopo essersi allontanato, si è procurato una bottiglia di birra probabilmente in un secchione dei rifiuti, l'ha poi infranta e brandendo il collo della bottiglia come un coltello, è tornato dopo pochi minuti sul luogo del diverbio aggredendo il 17enne alle spalle.
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