La protesta
Scontro sulla segreteria Pd di Pistoia: «I renziani chiedono l’80%»
All’assemblea comunale del partito, relazione choc del segretario Giovannelli «Ok un organismo che sia e appaia plurale, ma così non va. E i veti sono gravi»
PISTOIA. Continua a crescere il livello dello scontro in atto nel Pd pistoiese tra la maggioranza del partito, a guida renziana, e le minoranze, in particolare quella che si riconosce nel sindaco Bertinelli. Lo scontro interno questa volta è stato raccontato quasi in diretta nella relazione introduttiva dell’assemblea comunale del Pd, l’8 giugno scorso al circolo Arci di Pontelungo.
Dopo il cambio alla segreteria provinciale, dove comunque il testimone è passato di mano tra due renziani come l’uscente Marco Niccolai e l’entrante Riccardo Trallori, ora sotto i riflettori è finita proproprio la segreteria comunale, dove dall’ottobre 2013 siede Alessandro Giovannelli, forte del 58,8% dei consensi congressuali. Una poltrona che diventerà sempre più calda via via che ci si avvicinerà alla primavera 2017, quando i pistoiesi torneranno a votare per il sindaco.
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Consapevole dei mutati equilibri interni, Giovannelli si dice favorevole a un allargamento della segreteria, che non solo deve essere plurale nella sua composizione, “ma che – parole sue – sia anche percepita come tale”. Tutto dipende dal come. E su questo è lo stesso Giovannelli a raccontare che, prima ancora dell’assemblea provinciale che ha eletto Trallori, “la cosiddetta area Renzi ha formulato al sottoscritto una proposta: per arrivare alla definizione di un quadro unitario nella guida del Partito, anche a livello comunale, avrei dovuto azzerare l’attuale segreteria, inserire 7 o 8 nomi indicati dall’area Renzi e completare il quadro con un numero aggiuntivo di componenti, evidentemente non più di 2 o 3, mia diretta espressione”. Una composizione frutto dei risultati delle primarie 2013 per segretario nazionale, dove Renzi incassò a Pistoia l’80% dei consensi. “La mia risposta – informa Giovannelli – è stata negativa”. Perché Renzi è il segretario di tutto il partito e non il portabandiera di una parte e perché l’attuale segreteria comunale è legittimata da un congresso svoltosi appena due mesi prima di quelle primarie. Giovannelli racconta di aver controproposto una segreteria con 5 esponenti dell’area Renzi, oltre agli 11 attuali. Ma la proposta è stata rifiutata.
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Il segretario comunale ha continuato i colloqui per definire la nuova segreteria. Ma aggiunge di essersi imbattuto nel veto esplicito su un nome da parte della stessa area Renzi. “Un fatto grave” osserva Giovannelli. Che ha concluso ribadendo comunque il suo sforzo per arrivare ad una “integrazione della composizione della segreteria con il contributo di tutti” perché “le grandi sfide, e ne abbiamo diverse davanti, si affrontano meglio se il partito è unito”.
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