La manifestazione
Lunedì 13 l’interrogatorio della maestra arrestata
Maltrattamenti verso bambini di una scuola materna: i genitori hanno incontrato la preside
PISTOIA. Si svolgerà lunedì13 giugno, alle 9, davanti al giudice per le indagini preliminari Patrizia Martucci e al sostituto procuratore Claudio Curreli l’interrogatorio di garanzia dell’insegnante di 57 anni arrestata venerdì mattina con l’accusa di maltrattamenti verso minori.
La maestra, che insegna in una scuola materna statale della provincia di Pistoia, è da due giorni ai domiciliari nella casa dei genitori. È stata lei, che risiede in un’altra provincia con il marito, a chiedere di poter restare al fianco della madre, gravemente ammalata. Sulla donna pesa come un macigno un’accusa di maltrattamento verso minori. Le indagini sono partite a dicembre dello scorso anno, dopo le denunce presentate a vari comandi dell’Arma da alcuni genitori. I carabinieri del Norm, coordinati dal sostituto procuratore Curreli, hanno raccolto una serie di testimonianze (anche tra gli ex collaboratori della scuola d’infanzia) che hanno convinto il giudice per le indagini preliminari a dare il consenso all’installazione di apparecchi audiovisivi. Travestiti da operai chiamati a fare la manutenzione dei pannelli solari al tetto dell’edificio, una mattina i militari si sono presentati nella scuola piazzando gli strumenti utili alle intercettazioni ambientali.
E al termine di cinque mesi d’indagine gli inquirenti ritengono di aver raggiunto un quadro probatorio solido. Il capo d’imputazione formulato dalla procura e confermato dal provvedimento del gip parla di “minacce, insulti di vario genere e vessazioni fisiche (strattonamenti, percosse e prolungati isolamenti)”. Nessuno dei bambini avrebbe riportato lesioni fisiche, ma ferite psicologiche sì. Come il bambino, si legge nell’ordinanza, sgridato dalla maestra per non aver regalato anche a lei un fiore come aveva fatto con un’altra maestra.
L’avvocato Venusia Ducci, del Foro di Pistoia, difende la maestra. Per un’analisi del contenuto dell’ordinanza preferisce aspettare l’interrogatorio di domani. Resta ferma su una valutazione: «Alla luce del contenuto del provvedimento ritengo che si sia data un’interpretazione abbastanza esagerata del comportamento della mia assistita. A mio avviso è possibile ritrovare nel suo comportamento un metodo educativo arcaico, non vessatorio». Dice che la donna è «sconvolta e provata». Anche tra le famiglie dei bambini che frequentano la scuola materna regna lo sconcerto. Qualcuno afferma di sapere, di aver sentito parlare della severità di quella maestra, che avrebbe persuaso alcuni genitori della necessità di spostare i propri figli. Una bambina sarebbe tornata a casa un giorno dicendo che «la maestra dava le botte». Altri restano sbigottiti o non se l’aspettavano: «È una scuolina così tranquilla».
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«Il primo rammarico - afferma la dirigente scolastica del Comprensivo di cui fa parte la scuola materna - è pensare che non si faccia abbastanza per i bambini». Sorge il dubbio, un (forse inevitabile) senso di colpa. Tante domande. «Mi dispiace, sono in difficoltà per la scuola. Cerchiamo di fare ogni giorno al meglio il nostro lavoro, per i bambini prima di tutto». Alla domanda su eventuali segnalazioni di un qualche problema con la maestra in questione la dirigente risponde che «di tutto quello che riguarda le indagini parlerà con le autorità competenti».
Ieri mattina un gruppo di genitori è andato da lei. C’è preoccupazione a scuola, c’è ansia e bisogno di capire cosa sia successo. «Alcuni genitori sono sono venuti da me, a chiedermi se sapevo qualcosa delle indagini in corso. Ma io non sapevo niente, sono curiosa di sapere come loro, come voi. È una situazione difficilissima. Non riesco a immaginarmi questa persona che fa certe cose. Non mi sento di fare accuse all’insegnante, lascio lavorare la magistratura. Ho piena fiducia nei magistrati e nelle forze dell’ordine».
Conosce da molti anni l’insegnante? «Professionalmente da 30 anni, anche se non è mai stata mia collega in sezione. L’unico mio auspicio - conclude - è che possa emergere che non c’è stato niente». Né maestre cattive, né bambini maltrattati.
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